C’è capolavoro e capolavoro

Il mercato della Juventus è al centro di continue analisi, critiche, polemiche e chi più ne ha, più ne metta. C’è un dettaglio però che troppo spesso ai più sfugge e a cui non viene dato il risalto che merita. Partendo dal presupposto che l’attuale dirigenza ha ereditato una situazione che avrebbe richiesto tempo per esser sistemata si può affermare, alla luce del mercato invernale, con le cessioni di Kulusevski e Bentancur e il prestito di Ramsey e la successiva risoluzione contrattuale con quest’ultimo di appena una settima fa, che Federico Cherubini e Maurizio Arrivabene abbiano compiuto un discreto capolavoro. Il riferimento non è prettamente al lato economico dove i bianconeri hanno dovuto riconoscere una buonuscita al gallese, ma al fatto che, con le trattative attualmente in atto, Arthur al Valencia e Rugani al Galatasaray, la rosa di Max Allegri potrebbe (il condizionale è d’obbligo) vedersi alleggerita di ingaggi pesantissimi e giocatori fuori progetto. C’è chi ritiene un capolavoro la risoluzione con tanto di buonuscita da oltre 5 milioni per un proprio tesserato non facente più parte del progetto e chi invece si rifiuta di considerare un capolavoro quello che il duo Cherubini-Arrivabene stanno portando avanti. La strana storia delle vedute, ma il mondo è bello perché vario. Perché, non dimentichiamolo, è sempre facile giudicare sulla base di un acquisto, ma ci si dimentica di quanto sia difficile alleggerire un bilancio da zavorre come quelle di cui sopra. Dopo gli arrivi di Gatti, Di Maria , Pogba e Bremer, a cui non possono non essere accodati Vlahovic e Zakaria, risulta davvero difficile come si possa riservare sempre pesanti critiche all’attuale dirigenza bianconera che certamente avrà commesso anche degli errori, ma partiva da una base piuttosto complicata. In attesa dell’ufficialità delle uscite di Arthur e Rugani, e a prescindere da chi, da qui al 1° settembre, potrebbe arrivare per vestire la gloriosa casacca bianconera, quello che potrebbe concretizzarsi sarebbe un vero e proprio capolavoro. Come sosteneva il poeta e scrittore francese Jean Cocteau: “Un capolavoro è una partita a scacchi vinta con scacco matto” e questo scacco matto potrebbe essere rappresentato dall’uscita di almeno uno tra Alex Sandro e Rabiot.

Pubblicato da Luca Gramellini

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