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C’era una volta… Balotelli

“Chi ha il pane e non ha i denti”

“C’era una volta…”

Così solitamente iniziano le favole, e così potremmo raccontare come iniziò la carriera di Mario Balotelli. Infanzia difficile la sua, accompagnata da seri problemi di salute e difficoltà economiche familiari che portarono i genitori naturali a chiedere l’aiuto ai servizi sociali per poi arrivare all’affido familiare.

Nel 2001, a soli 11 anni, approda nel settore giovanile del Lumezzane dove, nell’aprile 2006, esordisce in Serie C1 in prima squadra nel match Padova-Lumezzane. Diviene così, a soli 15 anni e 8 mesi, il più giovane esordiente nella storia della categoria, anche grazie a una deroga speciale concessa dalla Lega di Serie C. Nell’estate del 2006, dopo aver sostenuto un provino per le giovanili del Barcellona, passò all’Inter con cui vinse il campionato Primavera.

Dalla stagione 2007/08, l’attuale C.T. Roberto Mancini, allora allenatore dell’Inter, lo volle aggregato alla prima squadra e nel dicembre 2007 realizzò, alla sua seconda presenza in Serie A, la sua prima doppietta nonché le sue prime due reti da professionista.

Un giovane Mario Balotelli esultante dopo un gol con la maglia nerazzurra

Talento sprecato

Soprannominato Super Mario per le sue indubbie qualità fisiche, grazie alla sua classe, al dribbling e alla potenza fisica, nonché ad un eccellente tiro dalla distanza, aveva attirato su di sé le attenzioni di tanta parte della stampa e degli addetti ai lavori. Da subito fu celebrato come un talento sopraffino e dall’indubbio avvenire nonché uno dei talenti più promettenti al mondo. Il punto più alto della sua carriera è certamente la semifinale degli Europei del 2012. Grazie alla sua doppietta, l’Italia annichilì gli acerrimi rivali tedeschi della Germania.

L’esultanza di Balotelli dopo la rete alla Germania a Euro2012

Le Balotellate

La favola di Mario Balotelli pareva solo all’inizio. In realtà i suoi indubbi limiti caratteriali, probabilmente alimentati da un’infanzia non semplice, cominciarono ben presto a segnarne il destino. Una serie di discutibili episodi dentro, ma soprattutto fuori dal campo, favorirono la nascita del neologismobalotellate“. Inserito persino nel vocabolario Treccani questo neologismo sta ad indicare un gesto, un comportamento o una trovata, tipica del calciatore Mario Balotelli. Non propriamente un motivo di vanto.

Fine della favola

C’era una volta.. dicevo prima. Ad indicare l’inizio di quella favola che solitamente raccontavamo ai nostri figli prima della ninna nanna. Quelle favole che finivano per addormentare noi genitori ancor prima dei nostri fanciulli. L’ultima bravata, o “balotellata“, con la quale l’ex nerazzurro ha “istigato” un amico a lanciarsi con lo scooter nel mare di Napoli, per la cifra di 2000 euro, gli è valsa una denuncia per istigazione a delinquere e gioco d’azzardo . Oggi, a 29 anni, credo che la sua carriera possa ritenersi sul viale del tramonto, non certo per l’età ma perché da diversi anni ormai riesce a far parlare di sé più per episodi discutibili che non per le prodezze sul campo.

Ai giovani

Ricordo bene quando non troppo tempo fa incontravi un ragazzo di colore e lo salutavi scherzosamente ma benevolmente con un simpatico “Ehi Balotelli!”. A quei giovani, che vedo costantemente sudare sui campi verdi, e sognano un futuro in questo meraviglioso sport che è il gioco del calcio, auguro di vivere una favola. Quella favola che pareva essere di Mario Balotelli e che invece si chiude come una triste storia.

Storie.. di tutti i giorni

“Ci fu un tempo…” così si chiudono le storie. Quello che all’inizio volevamo raccontare col sorriso sulle labbra, con gli occhi che brillano di gioia per un sogno che si avvera, perché dopo un’infanzia difficile, dopo l’affido e dopo tutte le complicazioni vissute, arrivare in Serie A, nell’Inter, nel Milan, in Nazionale o al Manchester City, riconosciuto come uno dei più grandi talenti, altro non può essere che una favola. Invece dobbiamo raccontare, con grande tristezza, la storia che segna la fine della favola Balotelli.

Pubblicato da Luca Gramellini

Scrivere è sempre stata una passione. Essere apprezzati dipende da noi stessi ma resta un privilegio. Non smettete mai di cullare i vostri sogni. Credeteci sempre e lottate per raggiungerli. Credete in voi stessi. I sogni si avverano.