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Chiuso il mercato ora palla e parola al campo

Paratici bene nel mercato in entrata. Sulle uscite pagate colpe anche non sue

Finalmente! Sì, finalmente si è concluso il calciomercato e la Juventus, a dispetto di quanto detto, scritto e paventato, è rimasta ciò che era un mese fa, più o meno.

Non è arrivato l’attaccante tanto cercato, così come non è partito nessuno degli esuberi di cui tanto si è chiacchierato.

Ora è evidente che si possa fare una valutazione oggettiva di quello che è stato il mercato, il primo lo ricordo, di Fabio Paratici come CFO della Juventus Football Club S.p.A.

Il Chief Football Officer Fabio Paratici – foto calciomercato.com

Acquisti di livello

Certamente positivo quello in entrata, perché al di là di quanto si è visto in queste prime due giornate di campionato, gli acquisti di Buffon, Danilo, de Ligt, Demiral, Rabiot, Ramsey, Romero e L. Pellegrini, rappresentano un più che buon mercato per uno alla prima esperienza in prima linea. Per contro, e con tutte le attenuanti del caso, non può definirsi positivo quello in uscita, perché le mancate cessioni di cui tanto si è vociferato e che si è cercato di realizzare, pesano sicuramente nel giudizio finale.

Matthijs de Ligt, il grande colpo di Fabio Paratici – foto juvenews24.it

Insufficienza con attenuanti

L’insufficienza sul mercato in uscita è inevitabile. Come è lampante che alla Juventus, anche in virtù delle esclusioni che seguiranno sulla lista Champions, non siano propriamente contenti di queste mancate uscite e relativi mancati introiti economici. Perché non dimentichiamoci che anche solo il risparmio di quegli ingaggi percepiti dai calciatori bianconeri (tutti) avrebbero consentito maggior ossigeno e serenità al bilancio di Madama.

Le attenuanti non possono essere determinate dal fatto che tutte le big europee hanno riscontrato i medesimi problemi in uscita, significa che tutte, in un modo o nell’altro, sono vittime di errori commessi in precedenza e comunque più brave ad operare nel mercato in entrata, quando a volte “bastano” ingaggi milionari e assegni a “millemila” zeri, che non in quello in uscita.

Rifiuti e rinnovi milionari

Paratici e la Juventus hanno pagato in prima persona i reiterati rifiuti dei giocatori ad accettare proposte e destinazioni diverse da Torino. E Paratici in particolare si è trovato a gestire alcune “patate bollenti” ereditate dalla precedente gestione (mi riferisco ad alcuni rinnovi milionari).

Così se Higuain e Mandzukic hanno rifiutato in serie tutte le proposte ricevute, l’Arsenal si è ritirato dalla corsa a Khedira dopo aver realizzato l’ingaggio del tedesco, Matuidì non è mai stato concretamente cercato da nessuno, Dybala ha fatto di tutto e di più per restare in bianconero e per Rugani non è stato trovato l’accordo con la Roma e rifiutato il Monaco a Paratici gli si può obiettare di non aver avuto abbastanza capacità di convincimento ma non certo di non averci provato.

Mario Mandzukic ha rifiutato tutte le proposte ricevute – foto Indian express.com

Ma alla fine… conterà il risultato

Al tifoso, in ogni caso, il problema”esuberi” deve toccare marginalmente o addirittura non deve toccare perché quello che conterà alla fine sarà il risultato. E se grazie agli acquisti (a mio avviso di livello) la Juventus riuscirà a centrare i propri obiettivi chi si ricorderà degli esuberi? Chi avrà poi il coraggio di ribadire l’incapacità di Fabio Paratici sul mercato? Perché ci tengo a ricordarlo, un conto è definire insufficiente l’operato in uscita del CFO bianconero, un altro è definirlo un incapace.

In conclusione

In conclusione il voto a Paratici, quello reale e più importante, sarà quello che gli assegneranno Agnelli e il CDA che avranno, conti alla mano, un quadro “clinico”, economicamente parlando, decisamente più veritiero di quello che potrebbe esporvi il sottoscritto. Ma è indubbio che i tentavi di cedere Mandzukic, Rugani e compagnia ed il fatto di non esserci riuscito tendano al ribasso il voto finale del mercato bianconero che resta comunque positivo. Non dimentichiamo le cessioni e relative ottime plusvalenze di Spinazzola, Kean e Cancelo.

Sì è parlato tanto, troppo, di questo mercato ora la palla e la parola passano al campo, lui ci dirà la verità.

Pubblicato da Luca Gramellini

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