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Godetevi i successi, fino all’ultimo

Non ricordo dove ci eravamo lasciati, di sicuro con uno scudetto sul petto saldamente cucito. L’ottavo consecutivo, il quinto della gestione Allegri, il 35esimo (37esimo sul campo) della storia bianconera. Però prima di tutto vorrei fare un applauso alla tifoseria della Juventus in particolar modo per lo striscione esposto in memoria dei caduti di Superga.

Onore ai caduti di Superga

Così recitava lo striscione esibito in curva durante il Derby della Mole. Dovrebbe essere la normalità, nulla di sorprendente, perché la memoria dei caduti deve essere sempre rispettata e sicuramente onorata. Invece ci troviamo troppo spesso al cospetto di situazioni ben lontane da quella ammirata ieri sera all’Allianz Stadium, in cui le due tifoserie si sono unite nel ricordo del Grande Torino.

Era il 4 maggio 1949, sono trascorsi 70 anni da quella che fu un’immane tragedia e, nonostante la stracittadina non possa che dividere e alimentare rivalità sportive ai massimi livelli, quella di Superga, come quella che fu dell’Eysel, devono essere momenti di rispetto e di unione in memoria di chi ha perso la vita inseguendo un sogno o semplicemente seguendo i propri colori.

Lo striscione che onora la memoria dei caduti di Superga esposto dai sostenitori bianconeri durante il derby – Foto Tuttosport.com

Vincere non è mai banale

E allora torniamo laddove ci eravamo lasciati, ricordando quanto l’invidia sia una brutta bestia e non dimenticando mai quanto sia dura veder gli altri alzare trofei. Già, perché in questi lunghi otto anni di italici successi c’è qualcuno che apparentemente, in realtà nel subconscio le cose non stanno esattamente così, ha perso l’entusiasmo di scendere in piazza per festeggiare, per urlare fuori dal balcone o dal finestrino dell’auto in corsa. Godetevi i successi e fatelo fino all’ultimo, come se aveste davanti a voi un bicchiere di buon vino da assaporare fino all’ultima goccia. Gustatevi i successi e fatelo davvero fino in fondo perché arriverà un giorno in cui tutto questo sarà rimpianto.

“Vincere non è importante è l’unica cosa che conta”

Quante volte in questi anni abbiamo sentito criticare la Juventus per il suo gioco poco brillante? Quante abbiamo ascoltato “Dei” del giornalismo ed opinionisti TV rimproverare ad Allegri un gioco poco europeo della sua Juventus? Al netto di “Vincere non è importante è l’unica cosa che conta” che cosa ha tributato tanta parte della tifoseria ad uno dei due allenatori più vincenti della storia bianconera? Onestamente poco o nulla e in ragione delle stagioni che il tifoso juventino sta vivendo, figlie della riprogrammazione dopo Calciopoli, credo sia eccessivamente ingeneroso.

Bel gioco o risultato?

Nella testa di ognuno di noi ci sarebbe l’ambizione di coniugare entrambe le cose. Non dimentichiamo però, e ne abbiamo un esempio fresco, fresco, che non sempre giocar bene è sinonimo di vittoria. Ne sa qualcosa il Liverpool di Klopp che proprio in questi giorni ha sfoderato un prestazione di assoluto livello contro un Barcellona onestamente non superiore ma che l’ha visto soccombere con un pesantissimo passivo di 3-0. Così mi immedesimo più facilmente nell’ “Allegri-pensiero” secondo cui alla resa dei conti ciò che resta è il risultato.

E allora…

Considerando che alla fine vince sempre e soltanto una sola ci saranno almeno altre tre/quattro realtà che pur avendo giocato bene avranno raccolto in Champions League più o meno che quello che la Juve stessa raccoglie da 23 anni. E allora, in attesa della conferma di Allegri o della scelta di cambiare, e di vedere un calcio più vibrante, veloce e divertente, continuo a godermi i successi, tutti come fossero il primo, tutti fino all’ultimo, come se avessi davanti a me un buon bicchiere di vino da assaporare fino all’ultima goccia.

Pubblicato da Luca Gramellini

Scrivere è sempre stata una passione. Essere apprezzati dipende da noi stessi ma resta un privilegio. Non smettete mai di cullare i vostri sogni. Credeteci sempre e lottate per raggiungerli. Credete in voi stessi. I sogni si avverano.

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