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Juventus bella e innaMorata

il big match del sabato sera si chiude con un secco 3-1 per la formazione di Pirlo su quella di simone inzaghi

La Juventus arriva al momento cruciale della stagione, quello che in questo periodo coincide sempre con sfide importantissime di campionato e l’obiettivo Champions League, in condizioni fisiche, tra Covid e infortuni, piuttosto menomate.

Pirlo pur privo di Arthur (oggi al rientro in panchina) e Bentancur e con McKennie a mezzo servizio, sceglie Ramsey e Rabiot al centro con Bernardeschi bloccato a sinistra e Chiesa ad accentrarsi lasciando spazio al rientrante Cuadrado. L’inedito è rappresentato da Danilo che va ad occupare una posizione centrale da mediano a supporto dei centrocampisti.

Il primo squillo è di Fares che sfrutta un’ingenuità del colombiano e spara alto. Cuadrado mostra insicurezze da assenza prolungata e la Lazio è come un avvoltoio sul pallone. Al 8′ è ancora squillo biancoceleste con una punizione dal limite di Milinkovic-Savic che sfiora l’incrocio a Szczesny battuto. A fare notizia nei primi 11′ sono certamente i 5 palloni su 5 sbagliati da Cuadrado.

Al 14′ il suicidio perfetto. Dopo un minuto di possesso palla lento, a ritroso e compassato Kulusevski lancia in contropiede Correa che ubriaca con una finta Demiral e batte Szczesny. La Juve accusa il colpo e concede ai biancocelesti il piano partita perfetto che con il serbo e Luis Alberto impegnano nuovamente il portiere bianconero.

Al 24′ episodio clamoroso di Hoedt che tocca la palla con la mano larghissima dal corpo dentro l’area di rigore, ma né l’arbitro Massa, né il Var intervengono a sanzionare il calcio di rigore più solare del XXI secolo. Inconcepibile e inammissibile l’accaduto sul terreno di gioco dell’Allianz Stadium.

L’episodio accende la Juventus che, colpita nell’orgoglio, costringe la Lazio sulla difensiva sfiorando il gol con Morata di testa e raggiungendo il pareggio al 39′ con un gol missile del tanto bistrattato Rabiot. La Lazio ci riprova con Fares e al 45′ altra scelta inconcepibile di Massa che risparmia un chiarissimo cartellino giallo a Milinkovic-Savic per fallo in ritardo su Danilo.

L’avvio di ripresa è scoppiettante con la Juve che parte fortissimo e con Chiesa che al 49′ dopo un grande assolo impegna severamente Reina in angolo. La Lazio risponde con Correa, attentissimo Szczesny e con Milinkovic-Savic che di testa scheggia la traversa.

Al 54′ la Juventus ci riprova con Morata che dentro l’area di rigore viene disturbato e non riesce a concludere. Sul capovolgimento di fronte Luis Alberto viene intercettato da un ottimo Alex Sandro che rilancia Chiesa in contropiede, palla a Morata che raddoppia al 56′. Al 59′ Ramsey si guadagna un calcio di rigore che Morata realizza spiazzando Reina. Per lo spagnolo sono 16 gol in stagione con 10 assist, questo a certificare l’importanza di questo giocatore nel momento in cui è venuto a mancare.

Il doppio vantaggio mostra una Juventus diversa, consapevole e feroce. Chiesa è la faccia della formazione di Pirlo, ma questa sera benissimo anche Alex Sandro e Bernardeschi alla seconda ottima partita consecutiva. Al 69′ entrano Ronaldo, Arthur e McKennie per inserire forze fresche e dare minutaggio al brasiliano in ottica Champions.

La formazione di S. Inzaghi ci prova al 79′ ancora con Correa, sicuramente il più pericoloso dei suoi, ma il suo destro finisce a lato alla sinistra dell’estremo difensore bianconero. Al 81′ torna in campo anche Bonucci, per un monumentale Chiesa, e la Vecchia Signora blinda il pacchetto arretrato avanzando Bernardeschi sulla linea dei centrocampisti.

Il match si conclude con una bella vittoria della Juventus che nonostante tutte le difficoltà, nonostante le assenze e il mancato rigore agguanta 3 punti vitali e tanta fiducia in ottica Champions.

Pirlo le ha azzeccate tutte e come tutta la Juve questa sera merita solo applausi.

Pubblicato da Luca Gramellini

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