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La Juventus cade ancora, per la Champions servirà un’impresa

l’ultima all’Allianz Stadium è trionfale per i Giallorossi. La Juve arriva alla Champions con due sconfitte consecutive.

Per l’ultima di campionato Juventus e Roma si presentano in campo con formazioni ampiamente rimaneggiate anche per dare spazio a chi ha giocato meno ma merita la sua chance quale premio per l’impegno profuso nel corso di una stagione lunga, anomala e difficile come questa che si è appena conclusa.

Al pronti e via, dopo pochi minuti di studio, è il Pipita Higuain a sbloccare la gara con un appoggio in rete su cross dalla sinistra di Rabiot. Partita che né da una parte, né dall’altra, dal punto di vista del risultato, ha valore ai fini della classifica. Serve agli allenatori per consentire ai propri uomini di raggiungere la miglior e per oliare meccanismi e trame di gioco. Meccanismi che continuano a far registrare evidenti difetti nella fase difensiva bianconera. Ad approfittarne è il croato Kalinic, che su corner di Perotti, ha la meglio su Rugani e insacca di testa la rete del pareggio. Proprio mentre tutti si preparavano ad andare al riposo un fallo (molto discutibile a onor del vero) di Danilo sul giovane Calafiori all’interno dell’area di rigore, consente allo specialista Perotti di raddoppiare e la Roma al riposo vantaggio per 2-1.

Partita questa, come la stragrande maggioranza di quelle giocate nel periodo post Covid, dai ritmi bassi e poco attendibile ai fini delle indicazioni che i tecnici avrebbero dovuto ottenere in vista dei match europei.

La ripresa riparte com’era finito il 1° tempo. Gli strappi di Zaniolo sono incontenibili per la retroguardia juventina e su uno di questi offre un assist al bacio a Perotti che raddoppia freddando Szczesny in uscita. Ma la sfida dell’Allianz è anche quella che segna, a distanza di 7 mesi, il ritorno in campo di Demiral proprio contro la Roma, unica nota positiva in una serata decisamente poco positiva. Finisce 3-1 per i giallorossi che interrompono così il tabù dello Stadium dove, prima di oggi, aveva sempre perso.

Non me ne vogliano gli irriducibili ottimisti e nemmeno coloro che trovano sempre, a volte a ragione, va detto, una scusa per giustificare una sconfitta o una prestazione priva di cattiveria agonistica o di “garra” tipica di chi ha fame di vittorie, ma questo non è il modo di prepararsi a una sfida importante come un Ottavo di finale di Champions League da ribaltare dopo l’1-0 subìto all’andata. La formazione di Maurizio Sarri ci arriva con due sconfitte, a Cagliari e questa sera in casa con la Roma, che non sono la via migliore per creare autostima nel gruppo. La sensazione, che mi auspico sia la più sbagliata possibile, è che le possibilità di passaggio del turno si stiano ogni giorno di più affievolendo per le continue circostanze che servono più a minare le già scarse sicurezze della squadra, che a rafforzarne le convinzioni.

Mancano 6 giorni alla Champions e lì capiremo meglio la stagione dei bianconeri che si presenteranno in campo sicuramente con uomini diversi e con uno spirito diverso. Il Covid non ha certamente agevolato il compito al mister, ma che questi desti l’impressione di essere distante anni luce dal mondo Juve che lo circonda, pare ormai più evidente dello stesso titolo conquistato.

Pubblicato da Luca Gramellini

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