La Signora in Bianconero

Era il 1984 quando la regia di Gene Wilder diede vita a “The Woman in Red” interpretato dallo stesso attore e regista nei panni di responsabile di uno studio pubblicitario e a da una splendida Kelly LeBrock della quale il sig. Pierce, questo il nome del pubblicitario di San Francisco, s’innamora. E’ appena trascorsa una decade irripetibile nel corso della quale la Vecchia Signora, dopo lo sfacelo di calciopoli, aveva ritrovato il proprio abito, la propria identità, il proprio DNA fatto di sacrificio, fame, voglia di vincere, l’avevano cioè riportata ad esser “La Signora in bianconero” prima della fallimentare scelta societaria di intraprendere la strada del “bel gioco” con Maurizio Sarri e Andrea Pirlo in sequenza.

Il girone d’andata se n’è andato e la Juventus si trova ancorata in una posizione di classifica a cui quest’estate nessuno, e sottolineo nessuno, avrebbe pensato. Qualcosa non ha funzionato a dovere o forse semplicemente è tutto maledettamente più complesso, quando si deve ripartire, di quanto dal divano ci si potesse immaginare. Lo ha detto Gigi Buffon in un’intervista di qualche giorno fa, la Vecchia Signora nei tre anni di Cristiano Ronaldo ha perso il suo DNA di squadra. Si è affidata come mai aveva fatto in passato alla fenomenalità del singolo. Quel singolo che, chiamandosi CR7, ha più volte coperto le magagne e tolto le cosiddette castagne dal fuoco nei momenti di difficoltà. Può non piacere, ma le parole di Super Gigi sono assolutamente condivisibili e tutto questo ha fatto si che lo spogliatoio abbia perso una parte della propria identità di sacrificio e coesione indispensabili per riemergere dai momenti bui.

Il lavoro psicologico di Massimiliano Allegri è stato lungo e probabilmente necessiterà ancora di un processo di rispristino dei canoni storici ancorati all’identità bianconera, ma intanto una ritrovata solidità difensiva hanno restituito, all’approssimarsi del giro di boa, una maggior convinzione nella truppa bianconera concentrata in una rincorsa ad un posto Champions che la dirigenza tutta non vuole fallire. Non sarà cosa facile perché i punti lasciati per strada, specialmente con le cosiddette piccole, sono davvero troppi, ma alla Continassa regna la convinzione che questa squadra, assestate alcune situazioni, possa compiere l’impresa.

Le prime 19 giornate ci hanno detto che nulla è scontato, che gli scivoloni, non solo per la Juve, sono dietro l’angolo e le insidie arrivano da dove meno te le aspetti e allora in attesa di ritrovare “La Signora in bianconero“, quella che per caratteristiche, DNA e identità iniziò il suo percorso attraverso il lavoro scrupoloso di Antonio Conte da Lecce, non ci resta che sperare che Max Allegri sia riuscito a trovare la quadra, che magari il mercato porti quel rinforzo funzionale di cui la Juventus ha bisogno e che i prossimi imminenti impegni del mese di gennaio ci dicano se avremo ritrovato davvero la Signora in bianconero di cui il popolo juventino, nella sua gran parte nell’ultima decade, si era innamorato proprio come il sig. Pierce s’innamorò della splendida Charlotte ne “La Signora in Rosso” del 1984.

Pubblicato da Luca Gramellini

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