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Incredibile Juventus, vince al 91′ un bellissimo Derby d’Italia

IN UN ALLIANZ STADIUM PIENO IN OGNI ORDINE DI POSTO I BIANCONERI AVANTI DUE VOLTE CON KELLY E YILDIZ VENGONO RAGGIUNTI DAI GOL DI CHALANOGLU E SUPERATI DAL GOL DI THURAM A CUI RISPONDE IL FRATELLO. AL 91′ ADZIC METTE IL SIGILLO A UN MATCH INCREDIBILE

All’Allianz Stadium, questa sera, non si gioca soltanto una partita di calcio. Juventus e Inter si ritrovano faccia a faccia per scrivere un nuovo capitolo della rivalità più feroce e più seguita del nostro campionato. Non si tratta di un semplice big match: questo è il Derby d’Italia, il numero 254 della storia, una sfida che divide famiglie, accende passioni e rende il pallone molto più che un gioco.

Da una parte la Juventus, spinta dal calore del suo stadio e dalla voglia di tornare a riaffermare il proprio ruolo di protagonista della Serie A, dall’altra l’Inter che arriva a Torino con la consapevolezza di avere una rosa competitiva e la fame di chi non vuol concedere nulla. Due squadre, due filosofie, due mondi che si incontrano in 90 minuti dove ogni contrasto, ogni passaggio ed ogni errore possono pesare come un macigno. Perché nel Derby d’Italia non contano soltanto i punti in classifica, ma contano l’orgoglio, l’identità e la sete di vittoria.

Tudor per l’occasione torna ad affidare l’attacco a Dusan Vlahovic e schiera Koopmeiners al posto di Conceicao, neanche convocato, e McKennie sulla corsia di sinistra per contrastare le folate del temutissimo Dumfries. Chivu, dal canto suo, schiera l’ultimo arrivato Akanji nel terzetto difensivo, e rispolvera Chalanoglu e Mkhitaryan in mediana con Lautaro e Thuram coppia consolidata d’attacco e Carlos Augusto sull’out mancino al posto di Dimarco.

L’inizio è di chiaro stampo nerazzurro con Barella che già al 3′ con un destro al volo da fuori area sfiora il palo alla destra di un Di Gregorio che nulla avrebbe potuto. È l’Inter a fare la partita e ad avere il pallino del gioco anche perché la Juventus non trova modo e maniera di gestire un pallone nella metà campo avversaria.

Al 12′ il primo squillo di marca bianconera con Yildiz ad ispirare il taglio di Kalulu e Acerbi a murare la conclusione in diagonale di Vlahovic. Dall’angolo seguente il gol bellissimo di Kelly bravissimo a raccogliere l’eccellente assist di un Bremer sempre più determinante. Così al 13′ la Juventus si ritrova improvvisamente avanti 1-0. Al 19′ dimostrazione di talento, classe e qualità di Yildiz che va via a Lautaro e serve un pallone velenosissimo in area sul quale la difesa nerazzurra è costata agli straordinari.

20′ ancora il turco classe 2005 a imbastire la ripartenza Juve e ad accendere gli oltre 40 mila dello Stadium. L’Inter prova a rispondere con Thuram e Bastoni al 21′ con due conclusioni entrambe fuori misura. È sempre la formazione di Chivu a rendersi ancora pericolosa al 27′, sempre da calcio d’angolo, cin Acerbi che non inquadra lo specchio.

I bianconeri però non ci stanno ad essere passivi e con un’iniziativa Kelly-McKennie portano Locatelli alla conclusione, deviata in angolo. Al 30′ arriva il pareggio nerazzurro grazie a un sinistro mortifero di Chalanoglu dal limite dell’area di rigore, sul quale Di Gregorio vede il pallone partire in ritardo e nulla può per evitare di soccombere.

Al 33′ prima ammonizione dell’incontro per Koopmeiners che ferma una partenza di Dumfries e l’arbitro Colombo non può fare altro che estrarre il cartellino. Al 38′ il gol che non ti aspetti: il miglior in campo, nonché il man of the month del mese di agosto, Kenan Yildiz, riceve palla da Bremer sulla trequarti e appena il tempo di girarsi che lascia partire un destro teso a fil di palo su cui Sommer può al massimo sfiorare il pallone.

La risposta ospite non tarda ad arrivare perché al 41′ è Mkhitaryan con un destro da fuori a ricordare ai bianconeri che la gara è ancora molto lunga. Dopo 1′ di recupero, senza occasioni da evidenziare, l’arbitro manda tutti al riposo.

La ripresa comincia con gli stessi 22 in campo e l’Inter in pressione alla ricerca immediata del pareggio. Al 50′, mentre la Juventus sembra ancora negli spogliatoi, Thuram libera Mkhitaryan con un gran colpo di tacco e sulla discesa di Carlos Augusto e seguente traversone tutta la difesa di casa sente scorrere brividi freddi lungo la schiena.

Malissimo Koopmeiners nelle fila bianconere che, al di là dell’ammonizione, non sembra avere la testa dentro la sfida. Al 52′ sponda di Thuram per Dumfries sulla cui conclusione Di Gregorio è costretto in corner a pugni chiusi. Dopo il primo quarto d’ora l’Inter è totalmente padrona del campo con la formazione di Tudor che non riesce ad uscire dai portieri 30 metri di campo.

Al 63′ è treno di sostituzioni in casa Inter con Zielinski, Bonny e Dimarco per Barella, Lautaro e Carlos Augusto. Al 65′ Bastoni centra un pallone velenoso su cui Di Gregorio legge male i tempi dell’uscita e Chalanoglu, ancora lui con un destro al volo trova il gol del 2-2. Al 70′ cartellino giallo sacrosanto a Locatelli per intervento scorretto ai danni di Mkhitaryan.

Al 73′ triplice cambio anche nelle fila dei padroni di casa con Openda, Cabal e Adzic dentro al posto di Vlahovic, Locatelli e Koopmeiners. Al 75′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo l’Inter la ribalta con Thuram che incorna alle spalle di Di Gregorio con un Kalulu impreciso nella marcatura. Al 79′ Tudor inserisce David e Joao Mario per Gatti e McKennie nel tentativo di aumentare la pericolosità dei suoi.

Al 81′ fuori Chalanoglu e dentro Sucic tra i nerazzurri e al 82′ su una punizione di Yildiz è il Thuram bianconero ad incoronare alle spalle di Sommer il gol del 3-3. Al 86′ cartellino giallo anche per il giocatore armeno dell’Inter per una scorrettezza di gioco. Al 91′ un gol capolavoro e pazzesco del giovane Adzic che sfrutta la sponda di David e lascia partire un missile su cui Sommer non può nulla e che vale il 4-3 finale.

Dopo 5′ di recupero l’arbitro Colombo decreta la fine e giocatori e tifosi possono esultare per una vittoria pazzesca e che lancia la Juventus a quota 9 punti in classifica ancora a punteggio pieno

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Pubblicato da Luca Gramellini

Laureato in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Bologna da sempre affascinato dal giornalismo sportivo. Scrivere è sempre stata una passione. Essere apprezzati dipende da noi stessi, ma resta un privilegio. Non smettete mai di cullare i vostri sogni. Credeteci sempre e lottate per raggiungerli. Credete in voi stessi. I sogni si avverano.

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