CONTRO IL COME DI FABREGAS LA JUVENTUS DISPUTA LA PEGGIOR PARTITA DELL’ERA SPALLETTIANA E CEDE 2-0 A UN COMO SEMPRE PIU’ REALTA’ DEL NOSTRO CAMPIONATO
Dopo i fattacci di San Siro, che hanno palesemente indirizzato la partita in favore dei nerazzurri, e dopo la debacle di Istanbul contro il Galatasaray, i bianconeri di Luciano Spalletti sono chiamati a riprendere la rotta con l’obiettivo qualificazione alla prossima Champions. Sul fronte opposto i lariani di Cesc Fabregas, anche lui al centro di numerose polemiche nel recupero infrasettimanale col Milan, viaggiano a vele spiegate verso un traguardo — l’Europa che conta — assolutamente impensabile soltanto un anno fa.
I precedenti a Torino tra Juventus e Como in Serie A si contano sulle dita di due mani e vedono il bilancio in favore dei bianconeri, con cinque successi e tre pareggi. Per l’occasione Spalletti è costretto a rinunciare a Bremer, ancora fuori per le noie muscolari accusate contro il Galatasaray, e a Kalulu, che non ha ricevuto la grazia per l’annullamento della squalifica. Di contro Fabregas deve fare a meno del suo uomo simbolo, Nico Paz, fermato dal giudice sportivo per somma di ammonizioni.
La Juventus parte forte ma attenta alla qualità dell’avversario, che al 3’ arriva per primo alla conclusione con Baturina, il cui tentativo dai 30 metri termina alto. Al 4’ Yildiz, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, chiama Butez al primo intervento del match.
Al 9’ arriva il primo incomprensibile errore di Cambiaso, che invece di spazzare gioca all’indietro mettendo in pericolo i suoi. Il gol non tarda ad arrivare: all’11’, al primo tiro nello specchio, il Como passa con Vojvoda. La conclusione è deviata, ma Di Gregorio mostra ancora evidenti limiti di reattività.
La Juventus fatica a riorganizzarsi e solo al 19’ trova la via della porta con Openda, che però non inquadra lo specchio. Al 22’ occasione clamorosa per il belga, servito splendidamente da Kelly: solo davanti a Butez, tenta il pallonetto ma il portiere lo ipnotizza e blocca senza affanni. Al 25’ ripartenza insidiosa degli ospiti che mette in difficoltà la difesa bianconera, salvata da un intervento in angolo.
È una Juventus che gioca con il terrore negli occhi e la nebbia in testa: al netto delle assenze, sembra aver smarrito la magia che l’aveva accompagnata fino al derby d’Italia. Al 37’ altro pallone sanguinoso, questa volta di Koopmeiners per Di Gregorio, che non può prenderla con le mani e rischia la frittata, ma la conclusione di Da Cunha si stampa sulla parte alta della traversa.
Il Como insiste e la Juve è completamente in balìa degli eventi: al 38’ Alex Valle sfiora il raddoppio.
La Juventus mentalmente non c’è più e il Como fa ciò che vuole. Con Conceição mandato a scaldarsi, sono ancora i lariani con Douvikas a rendersi pericolosi, ma il suo colpo di testa termina a lato. Dopo quattro minuti di recupero, l’arbitro Doveri manda le squadre al riposo tra i numerosissimi fischi dell’Allianz Stadium.
La ripresa comincia con Conceição al posto di Miretti e con il Como ancora padrone del campo. La prima conclusione verso la porta è proprio del neoentrato che, al 48’, rientrando sul sinistro dal limite, impegna Butez con una parata a terra.
Al 51’ arriva un altro segnale di una squadra che ha perso la bussola: Koopmeiners lascia scorrere un pallone che Gatti goffamente mette in calcio d’angolo. Sugli sviluppi, il Como sfiora il raddoppio con Douvikas, murato nell’area piccola e poi impreciso sulla ribattuta, alta sopra la traversa.
In campo ci sono solo la paura e il Como: al 54’ Da Cunha, su punizione dai venticinque metri, calcia alto. Al 60’ Fabregas richiama Baturina e inserisce Sergi Roberto e, giusto il tempo di battere un corner, il Como colpisce in contropiede: assist di Da Cunha e rete di Caqueret che affossa la peggior Juventus dell’era spallettiana.
I bianconeri provano una timida reazione: al 63’ Koopmeiners di testa va vicino al gol, mentre al 65’ Yildiz crea scompiglio in ripartenza, ma la difesa ospite regge e sventa.
Al 73’ grandina in casa Juve: Locatelli, diffidato, viene ammonito per un intervento imprudente e salterà la sfida dell’Olimpico contro la Roma. David per Openda e Boga per Thuram sono le mosse di Spalletti, a cui risponde Fabregas con Diego Carlos e Van der Brempt per Da Cunha e Vojvoda.
Mentre la sfida scivola via inesorabile, all’83’ Spalletti inserisce Adžić e Kostić per Yildiz e Cambiaso. All’84’ doppia, clamorosa occasione Juve: prima Koopmeiners colpisce il palo su punizione, poi, sul cross di Conceição, David da due passi si divora il gol che avrebbe riaperto la partita.
All’86’ Fabregas richiama Douvikas e Caqueret per inserire Morata, applauditissimo dai suoi ex tifosi, e Alberto Moreno.
Dopo cinque minuti di recupero, senza Bremer e Kalulu e con un’autostima ormai svanita, l’arbitro decreta la fine dell’incontro: una sconfitta pesantissima per la Juventus, che va ben oltre lo 0-2 finale. Una battuta d’arresto che rende quasi insormontabile la rincorsa a un posto nella prossima Champions.