IN UN ALLIANZ STADIUM DA TUTTO ESAURITO I BIANCONERI NON VANNO OLTRE IL PARI CONTRO I ROSSONERI. IL PARADOSSO DEL 9: Gatti salva la Juve, ma il problema del gol resta
Siamo soltanto alla terza giornata ma è già tempo di scontri diretti. Già, perché contrariamente a quanto provocatoriamente asserito dall’allenatore nerazzurro, Christian Chivu, Juventus–Milan è e sarà sempre uno scontro diretto, tra loro e contro chi, comandando la classifica, giocherà contro di loro. Juventus e Milan, nonostante gli ultimi anni bui da ambo le parti, rappresentano la massima espressione del calcio italiano e si affrontano questa sera per la 183^ volta in Serie A.
Entrambe le compagini vengono da due successi consecutivi e, dopo gli altri scontri diretti di giornata, Inter–Napoli e Roma–Atalanta, sono chiamate a rispondere sul campo per mantenere, seppur in coabitazione, il primato in classifica.
Spalletti, costretto a rinunciare — oltre ai lungodegenti Thuram e Yildiz — agli acciaccati McKennie, Cambiaso e Sarr, propone la stessa formazione che ha battuto il Parma, con le uniche varianti di Nico Gonzalez al posto di David, partito alla volta di Madrid sponda Atletico e Alajbegvic al posto di Boga. Il Milan di Amorim, dal canto suo, presenta Gonçalo Ramos al centro dell’attacco, con Saelemaekers e Rabiot a dargli supporto.
Prima del fischio d’inizio, la cornice di pubblico accompagna il bellissimo ricordo del grande Franco Baresi. Il primo squillo della sfida arriva al 2′ ed è di marca bianconera: Alajbegovic fa registrare subito un ottimo impatto sul match, provando la gran conclusione con un destro potente da fuori area che però termina alto sopra la traversa.
Dopo dieci minuti di gioco con una Juve nettamente più aggressiva, all’11’ arriva una grande iniziativa di Gonzalez: l’esterno bianconero lascia sul posto Pavlović, accelera palla al piede, si accentra e scaglia un sinistro insidioso che Maignan è costretto a respingere a pugni chiusi. La risposta rossonera non si fa attendere e giunge al 12′ sui piedi dell’ex di turno, Rabiot, la cui conclusione spara alta sopra la traversa accompagnata dai fischi del suo vecchio pubblico.
Appena un minuto dopo, al 13′, Douglas Luiz disegna un bellissimo esterno destro verticale per poi andare lui stesso alla conclusione: Kolo Muani, in fase di taglio diagonale, smorza però la traiettoria favorendo la presa agevole del portiere rossonero. Un primo quarto d’ora di maggior marca bianconera, dove spiccano senza dubbio la grande mobilità di Gonzalez e la personalità associata alla tecnica di Alajbegovic, anche se il Milan, ogni volta che prova ad attaccare, offre sempre l’impressione di poter creare grattacapi alla retroguardia di casa.
Al 18′ va in scena un bellissimo uno-due tra Alajbegovic e Kolo Muani, palla aperta a destra per Çelik il cui cross teso per l’incornata di testa dello stesso Kolo Muani viene deviato in calcio d’angolo. Superata la soglia dei primi venti minuti, l’equilibrio continua a regnare sovrano senza che si registrino clamorose palle gol, ma al 24′ ecco la prima vera e grandissima occasione della partita: Locatelli spezza la trama d’impostazione rossonera e serve un ottimo pallone a Conceição. Il portoghese rientra dalla destra, si accentra e scarica un sinistro a giro sul palo lontano su cui Maignan compie un grande intervento; sulla ribattuta si fionda Locatelli che però spara incredibilmente fuori a porta sguarnita.
Dal cooling break esce meglio la formazione di Amorim, che sembra acquisire maggior convinzione e aggressività sul piano del palleggio. Ciononostante, al 31′ si registra un episodio da moviola per un clamoroso mancato cartellino giallo: Estupiñán trattiene in modo plateale un incontenibile Gonzalez lanciato verso la porta, ma l’arbitro Mariani sceglie inspiegabilmente di non estrarre il cartellino per il difensore rossonero.
Al 38′ la Juve torna a graffiare: palla d’oro illuminante di Douglas Luiz per Conceição, che fa ancora una volta tutto benissimo rientrando sul piede forte, ma al momento di concludere trova sulla sua strada un super Maignan, bravo a respingere nuovamente il tiro dell’esterno.
Dopo 3′ di recupero, l’arbitro Mariani fischia due volte e manda le squadre negli spogliatoi. Si chiude così un primo tempo di maggior marca bianconera, dove però emerge nitida una sensazione amara: a questa squadra continua a mancare la stoccata decisiva del vero killer d’area di rigore.
La ripresa si apre sul canovaccio tattico del primo tempo: la Juventus alza il baricentro e prova a fare la partita, mentre il Milan attende compatto per poi ribaltare il fronte. Al 48’ De Winter gestisce con grande lucidità un pallone vagante nella propria area di rigore, spegnendo sul nascere una potenziale minaccia rossonera. La risposta bianconera è affidata al talento di Conceição, che al 54’ inventa una giocata personale dal limite ma conclude sul palo a Maignan battuto, accarezzando soltanto il gol del vantaggio.
Al 60’ i due allenatori muovono contemporaneamente le panchine. Amorim rinfresca la squadra inserendo Loftus-Cheek per Saelemaekers, Moreira al posto dell’autore dell’imminente vantaggio e Chukwueze per Rabiot. Spalletti risponde inserendo Boga per Alajbegovic e Koopmeiners per Nico Gonzalez. Il copione, tuttavia, sbanda improvvisamente al 65’, quando Conceição spalanca di nuovo la corsia centrale per Kolo Muani: l’attaccante francese non riesce a superare il diretto marcatore e conferma un momento di forma opaco, facendosi ipnotizzare al momento decisivo.
La dura legge del calcio punisce la squadra di casa al 68’: sullo capovolgimento di fronte successivo a un contatto dubbio tra De Winter e Kolo Muani, Cissé inventa una traiettoria meravigliosa che batte il portiere e firma il vantaggio del Milan. Una rete dal forte valore simbolico, dato che il Milan torna a segnare all’Allianz Stadium dopo un digiuno di 659 minuti, spezzando un’astinenza che durava dalla marcatura di Olivier Giroud.
La Juve accusa il colpo e rischia di sbandare definitivamente al 73’, quando Bremer deve metterci più di una pezza per disinnescare una micidiale ripartenza rossonera. Spalletti corre ai ripari al 75’ inserendo Woltemade al posto di Douglas Luiz: per il gigante tedesco è l’esordio assoluto nel campionato italiano, mentre Locatelli mantiene regolarmente la fascia da capitano al braccio. Gli animi si scaldano e al 79’ arriva la prima sanzione disciplinare del match per Estupiñán, ammonito dopo un intervento scorretto ai danni di Kalulu.
Il Milan prova a congelare il ritmo affidandosi a forze fresche, con Jashari che al 82’ rileva uno stanco ma positivo Modrić. I bianconeri provano comunque a reagire al 84’ su calcio piazzato: pennellata di Koopmeiners, sponda aerea di Locatelli e deviazione sbilenca da dentro l’area di rigore di Woltemade, che spreca l’occasione d’oro per il pareggio.
Nel forcing finale la mancanza di un punto di riferimento puro a centro area si rivela un limite evidente per la manovra bianconera. Amorim blinda la difesa inserendo Terracciano per Gila all’87’, mentre Spalletti gioca le ultime carte all’88’: dentro Zhegrova e Gatti per Conceição e Celik, con il centrale difensivo avanzato a fare la punta aggiunta per garantire fisicità sui palloni spioventi.
Nel recupero la pressione produce i suoi frutti. Al 91’ Boga scambia con Lucumì, si accentra e scaglia un destro violento sul primo palo bloccato da Maignan. Un minuto dopo, Woltemade fa valere la stazza e costringe De Winter al fallo tattico con conseguente cartellino giallo. Dalla punizione risultante al 93’, Koopmeiners scodella un pallone perfetto per la zuccata vincente di Gatti, che insacca alle spalle di Maignan per il meritato gol del pareggio.
All’ultimo dei cinque minuti di recupero c’è ancora spazio per la tensione: Cissé prova l’ultimo affondo fermato in fuorigioco e, sulla successiva trattenuta del pallone, l’arbitro Mariani estrae il cartellino giallo sia per l’attaccante rossonero che per Gatti. È il sigillo finale su una sfida intensa, conclusa in parità con le firme decisive dei due giocatori sanzionati proprio allo scadere.