All’Olimpico succede di tutto: la squadra di Spalletti va sotto due volte, reagisce con carattere e trova nel recupero il pareggio che tiene viva la corsa Champions.
Dopo la cocente eliminazione dalla Champions League, quando la rimonta stava per trasformarsi in un sogno, i bianconeri di Luciano Spalletti tornano in pista all’Olimpico, ospiti di una Roma affamata di conferme e determinata a difendere il quarto posto per disputare la prossima stagione la coppa dalle grandi orecchie.
La Juventus, priva del capitano — squalificato per una giornata per aver raggiunto il limite di ammonizioni — arriva alla sfida con un rendimento recente nella Capitale poco favorevole: nelle ultime dieci partite ha vinto solo due volte, perdendone quattro e pareggiandone altrettante.
Spalletti conferma il suo undici di riferimento, con Perin preferito a Di Gregorio e Koopmeiners accanto a Thuram in mediana. Gasperini, dal canto suo, schiera Celik — che piace molto ai bianconeri, interessati a prenderlo a zero — sulla destra e Malen al centro dell’attacco. Parte forte la Roma, che in avvio sfrutta subito due passaggi azzardati di Cambiaso prima e Perin poi: con Pisilli e Pellegrini i giallorossi sfiorano il vantaggio già al 3’.
La formazione di Gasperini gioca bene e con grande aggressività, sfondando soprattutto sulla corsia sinistra bianconera con una certa facilità. All’8’ la Juventus si rende pericolosa in ripartenza con David, che gestisce bene il pallone e chiede il triangolo a Yildiz; la giocata però sfuma per l’intercetto di Ndicka. Dopo un inizio difficile, la squadra di Spalletti comincia a macinare gioco con Thuram e Kalulu all’11’, ma soprattutto con Yildiz al 12’, che dal limite — invece di servire Conceicao — sceglie la conclusione personale spedendo il pallone in curva.
Dopo 16 minuti giocati a ritmi molto elevati, le due squadre appaiono già piuttosto allungate sul campo, nonostante l’altissima posta in palio. Al 22’ i giallorossi costruiscono una pericolosa azione sulla sinistra, dove Kalulu doma splendidamente Malen e sventa il pericolo. Sul ribaltamento di fronte è Cristante a spalancare le porte al contropiede bianconero, ma nonostante l’ottima combinazione Yildiz–David la Roma si salva.
Al 24’ seconda grande occasione per la Roma, con Malen che, a tu per tu con Perin, viene murato dal portiere in calcio d’angolo. È impressionante quanto i giallorossi, con l’arrivo dell’ex PSV e Aston Villa, siano cresciuti in pericolosità offensiva. Al 26’ l’arbitro Sozza estrae il primo cartellino giallo dell’incontro all’indirizzo di Wesley, reo di un fallo a centrocampo su McKennie.
Al 32’ due giocate da extraterrestre di Yildiz spianano la strada a Conceicao, che appena dentro l’area si vede murare la conclusione. Juventus pericolosissima poco dopo con McKennie, ottimamente servito da Kalulu, che di testa manda il pallone a pochi centimetri dal palo lontano della porta difesa da Svilar. La risposta della Roma arriva al 36’ con il colpo di testa di Cristante, su cross di Celik, che termina sopra la traversa.
Al 39’ la Roma passa in vantaggio con un gol capolavoro di Wesley, che dal limite dell’area — dopo l’assist di Pisilli — lascia partire un tiro alla Del Piero sul quale Perin non può nulla. La risposta bianconera arriva al 44’ con David, che dal limite calcia però decisamente fuori misura. Dopo un minuto di recupero, Sozza fischia la fine di un primo tempo intenso e di buona qualità, nel quale le due squadre non si sono certo risparmiate.
La ripresa inizia nel migliore dei modi per i bianconeri, che dopo appena 2’ trovano il pareggio con un sinistro micidiale e meraviglioso dal limite di Conceicao, che si insacca all’incrocio dei pali con Svilar assolutamente impotente. La Juve appare più determinata e al 51’ ci riprova con Yildiz, che dal limite lascia partire un destro sul palo lontano che termina fuori di poco.
Il calcio, come spesso accade, sa essere spietato: al 54’ la Roma, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, trova la rete del 2-1 con Ndicka, che sfrutta una clamorosa dormita difensiva di Cambiaso nell’area piccola. Il colpo è pesante, perché la Juventus fatica a ritrovarsi e a quel punto Spalletti opta per il cambio, sostituendo David con Boga dopo un’altra prova da dimenticare.
Al 65’ arriva quello che sembra il colpo del ko: Kone verticalizza meravigliosamente per Malen, che a tu per tu con Perin questa volta non sbaglia e, con uno scavetto micidiale, fa esplodere l’Olimpico per il gol che sembra chiudere definitivamente il match. I bianconeri provano una timida reazione con Koopmeiners al 69’, ma la sua conclusione è smorzata e finisce tra le braccia di Svilar.
Al 72’ termina la partita di Conceicao e Thuram e inizia quella di Zhegrova e Miretti. Nelle fila giallorosse escono Cristante e Rensch, entrano Ghilardi ed El Aynaoui. Al 78’ arriva un lampo nel buio: Zhegrova mette al centro un pallone che Celik prova a rinviare di testa, ma Boga, da vero avvoltoio, colpisce al volo dentro l’area e trafigge Svilar per il gol del 3-2.
Dopo diversi minuti senza grandi emozioni, all’86’ la Juventus ci riprova con Zhegrova, il cui sinistro dal limite viene ben controllato da Svilar. All’88’ escono Bremer e Cambiaso per Gatti e Openda. Al 90’ fuori Pellegrini e dentro Zaragoza, mentre la lavagnetta luminosa segnala 4’ di recupero.
Al 92’ succede l’incredibile: Kalulu si guadagna una punizione dall’out di destra che Zhegrova batte perfettamente in mezzo all’area, dove Gatti, come un felino, si avventa su un rimpallo e scaraventa il pallone alle spalle di Svilar per il clamoroso gol del 3-3.
Dopo i quattro minuti di recupero, Sozza manda le squadre negli spogliatoi: la Juventus riacciuffa la Roma quando ormai sembrava spacciata. La rincorsa a un posto in Champions continua.