A MARASSI VA IN SCENA UNA DELLE PEGGIORI JUVENTUS DELL’ERA MODERNA. IL GENOA PASSA 2-0 GIA’ NEL PRIMO TEMPO GRAZIE ALLE RETI DI EHIZIBUE E BALDANZI.
Dopo il successo esterno sul Lecce, la Juventus di Luciano Spalletti torna in campo a Genova, ospite del Genoa di Daniele De Rossi, ex allievo del tecnico bianconero. La squadra torinese cerca punti per risalire la classifica, mentre i rossoblù si affidano alla regia di Frendrup, alla fantasia di Baldanzi e alla coppia offensiva Osmajic-Vitinha. Spalletti conferma il modulo della gara del Via del Mare, con Alajbegovic e Sarr al posto di Woltemade e Koopmeiners. Gli ultimi dieci confronti in Liguria sorridono alla Juventus, con sei vittorie, un pareggio e tre successi del Grifone.
A Marassi, avvolto dalla nebbia dei fumogeni, sono i bianconeri a farsi vedere per primi: al pronti e via, Alajbegovic riceve sulla sinistra e calcia in diagonale, ma il pallone attraversa tutta l’area piccola e termina sul fondo. È un avvio illusorio. Il Genoa prende presto il controllo della gara, sostenuto dal pubblico e più deciso nei contrasti e nelle ripartenze.
Al 4’ Baldanzi prova a colpire in contropiede, ma il suo sinistro viene deviato in angolo. Quattro minuti più tardi è Ellertsson a rendersi pericoloso dopo una nuova ripartenza, favorita da un’incertezza della difesa juventina: anche in questo caso i rossoblù guadagnano un corner. La Juventus appare timida, mentre il Grifone avanza con crescente fiducia.
Il vantaggio sembra nell’aria e arriva al 12’. Baldanzi scambia con Ellertsson e riceve di nuovo il pallone, prima di mettere in mezzo un traversone basso. Sul secondo palo sbuca Ehizibue, che batte Vicario con un destro ravvicinato. La deviazione di Cambiaso contribuisce a ingannare il portiere bianconero: Genoa avanti 1-0.
La Juventus non riesce a scuotersi. Al 16’ Cambiaso sbaglia il tentativo di appoggio verso Vicario e regala un altro calcio d’angolo ai padroni di casa. Due minuti dopo, alla prima sortita bianconera, Kalulu non serve Alajbegovic, libero davanti a Bijlow, e l’azione sfuma: è il primo corner per la squadra di Spalletti.
Tra il 20’ e il 22’ arriva una manovra più articolata della Juventus, ma senza esito. Gatti, salito in proiezione offensiva, prova di testa; poi ci riprova Alajbegovic. Nessuno dei due riesce a impensierire davvero il Genoa. Al 23’ Osmajic fa sussultare Marassi con un destro che finisce sull’esterno della rete.
Il raddoppio rossoblù arriva al 28’, dopo un grave errore di Kalulu a metà campo. Vitinha gli sottrae il pallone e si lancia in campo aperto, superando lo stesso Kalulu e Cambiaso. Baldanzi arriva a rimorchio e conclude con decisione, battendo Vicario: 2-0 e Genoa in pieno controllo.
La Juventus è in difficoltà e al 32’ rischia di subire anche il terzo gol: Sarr perde un pallone orizzontale, Vitinha riparte in campo aperto, ma Bremer si oppone alla conclusione e salva i compagni. Al 35’ un errore di Alajbegovic offre a Frendrup lo spazio per attraversare il campo e calciare in diagonale; Osmajic non riesce a deviare in rete.
Al 40’ De Rossi è costretto a sostituire Ellertsson, fermato da una distorsione alla caviglia: al suo posto entra Mitaj. Nel secondo minuto di recupero la Juventus ha una buona occasione per accorciare, ma Kalulu calcia a lato da posizione favorevole. È l’ultimo episodio prima dell’intervallo.
Doveri manda le squadre negli spogliatoi sul 2-0. Il Genoa ha imposto ritmo e aggressività, mentre la Juventus ha concesso troppo e faticato a costruire occasioni. Per i bianconeri, un primo tempo da dimenticare, tra errori individuali, poca incisività e una prestazione che non ha dato seguito alla vittoria sul Lecce.
Una ripresa confusa, la Juventus si sveglia solo nel finale
Sotto di due reti, Luciano Spalletti prova a cambiare volto alla Juventus già all’intervallo: entrano Woltemade e Zhegrova al posto di Gatti e Alajbegovic, con il passaggio al 4-3-3. La squadra bianconera riparte con un po’ più di presenza, ma la manovra resta macchinosa e fatica a trovare ritmo.
Al 48’ è McKennie a tentare la prima conclusione della ripresa, al termine di una ripartenza poco fluida. Il tiro viene deviato in calcio d’angolo. Kolo Muani, invece, continua a restare ai margini del gioco: al 52’ Vazquez gli impedisce di saltare l’uomo e intercetta il pallone. La Juventus si muove molto, ma senza riuscire a dare ordine alla manovra; i movimenti di McKennie finiscono spesso per congestionare gli spazi.
Il Genoa torna a farsi vedere al 55’ con Mitaj, che calcia fuori. Subito dopo, una nuova incertezza di Cambiaso regala un corner ai rossoblù: sugli sviluppi, Ostigard svetta di testa e sfiora il 3-0. Poco più tardi Vitinha prova a sfruttare le difficoltà bianconere con un tiro dal limite, ma il pallone termina alto. A bordo campo Spalletti si sbraccia, con l’espressione di chi non riesce a trovare una risposta.
Al 59’ il tecnico cambia ancora: fuori Sarr e Cambiaso, dentro Boga e Cabal. L’inerzia, però, non muta. Al 62’ Marcandalli sovrasta Cabal e colpisce di testa, mandando la palla a lato. La Juventus si riaffaccia dalle parti di Bijlow al 65’, con Bremer che incorna di poco sopra la traversa.
Un minuto dopo arriva la migliore occasione bianconera della ripresa. Kolo Muani riesce finalmente a saltare il diretto avversario e mette il pallone in mezzo, ma nessuno dei compagni trova la deviazione decisiva a pochi passi dalla porta. Al 68’ De Rossi risponde con un doppio cambio: Messias rileva Baldanzi, mentre Meichtry prende il posto di Ehizibue. Al 70’ Zhegrova viene ammonito per un fallo reiterato su Meichtry, dopo aver fallito il tentativo di superarlo in dribbling.
La Juventus continua a offrire una prova molto lontana dalle proprie ambizioni. La sensazione, maturata nel corso della gara, è che la squadra debba fare i conti con problemi di personalità e carattere che i nuovi innesti non sono ancora riusciti a risolvere. Al 76’, però, Zhegrova dà un segnale: la sua conclusione mancina è insidiosa e costringe Bijlow alla prima vera parata, con deviazione in angolo.
Spalletti inserisce Koopmeiners al posto di Douglas Luiz al 77’. Quattro minuti dopo De Rossi opera gli ultimi cambi: Colombo entra per Osmajic e il giovane Wiafe, classe 2008, sostituisce Amorim. La partita sembra avviarsi al termine senza altre emozioni, tra imprecisioni e confusione, ma al 91’ la Juventus costruisce un’ultima occasione.
Koopmeiners calcia una punizione e colpisce la traversa. Sulla palla che torna in campo, Bijlow si oppone alla conclusione di Lucumi e poi resiste anche nella mischia in area; Woltemade non riesce a trovare la deviazione vincente. Dopo quattro minuti di recupero, Doveri fischia la fine: il Genoa vince 2-0 e De Rossi supera nettamente il maestro Spalletti. Per la Juventus, una sconfitta pesante e una prestazione che lascia interrogativi alla vigilia della sfida di domenica a Torino contro il Napoli.