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La Juve scaccia i fantasmi: 2-0 all’Atalanta e tre punti d’oro allo Stadium

IN UN ALLIANZ STADIUM GREMITO GLI UOMINI DI SPALLETTI PASSANO CON CONCEICAO E BREMER CONTRO UN AVVERSARIO CHE NON BATTEVANO A TORINO DA OTTO STAGIONI.

Dopo il vittorioso esordio in Europa League contro il NEC Nimega, la formazione bianconera torna all’Allianz Stadium per rituffarsi in campionato, affrontare l’Atalanta dell’ex mai rimpianto Maurizio Sarri e cancellare la cocente sconfitta del Mapei Stadium di domenica scorsa.

Le ultime 10 sfide in terra piemontese raccontano della grande difficoltà per i bianconeri nel battere la Dea, un successo che manca ormai dalla stagione 2017/2018: il bilancio recente parla infatti di 2 sole vittorie per i padroni di casa, 6 pareggi e 2 affermazioni per la formazione orobica.

Per l’occasione Spalletti ritorna alla difesa a quattro, affidandosi al duo di centrocampo composto da McKennie e Douglas Luiz, con il consueto terzetto di trequartisti alle spalle di Kolo Muani al centro dell’attacco. Sarri, dal canto suo, schiera Kessie dal primo minuto con Ederson e Samardzic a completare la mediana, mentre il tridente offensivo è formato da De Ketelaere, Krstovic e Rowe.

Prima del fischio d’inizio, l’intero stadio si unisce in un toccante minuto di silenzio per commemorare la scomparsa della leggenda del calcio italiano Sandro Mazzola. Il match si stappa subito al 1′ con una giocata personale di Kolo Muani: l’attaccante francese punta e salta Kristensen, lasciando partire un diagonale velenoso respinto a pugni chiusi da Carnesecchi. La spinta della Juventus è costante nelle prime battute e al 4′ un’ottima azione manovrata porta i padroni di casa a conquistare il primo corner della partita.

L’Atalanta risponde al 7′ costruendo la sua prima palla gol: De Ketelaere tenta la conclusione a rete da buona posizione, ma il destro del belga viene rimpallato dal puntuale intervento difensivo di Celik. Nei primi dieci minuti di gioco emerge con evidenza il buon approccio di Kolo Muani, apparso decisamente più vivace e ispirato rispetto alle ultime uscite di campionato.

Con il passare del tempo le due formazioni si allungano meno e la gara si sposta sui binari dell’equilibrio: la forte densità in mezzo al campo eretta da entrambe le compagini rende complicato trovare varchi puliti per sfondare. Al 13′ arriva comunque un’altra fiammata bianconera con un bell’inserimento di Celik, il cui cross pennellato sul secondo palo viene solo sfiorato da Kolo Muani a pochi passi dalla linea di porta.

La gara sale di tono dal punto di vista agonistico e al 17′ l’arbitro Zufferli sfodera il primo cartellino giallo dell’incontro all’indirizzo di Kristensen, punito per un doppio intervento falloso commesso prima su Kolo Muani e subito dopo su Alajbegovic.

Al 21′ ad accendere l’Allianz Stadium è il duello rusticano tra Krstovic e Bremer: l’attaccante nerazzurro cerca il contatto ma il centrale bianconero si dimostra ancora una volta insuperabile nell’uno contro uno. Sul capovolgimento di fronte opposto, al 22′, arriva l’ammonizione anche in casa Juve: Conceicao, apparso decisamente fuori dal ritmo partita nelle battute iniziali, spende un fallo ingenuo sulla trequarti ai danni di Rowe ponendosi sul taccuino dei cattivi.

L’Atalanta prende coraggio e al 24′ spaventa i bianconeri con una grande ripartenza: Krstovic sguscia via a Bremer ma trova sulla sua strada una diagonale difensiva provvidenziale di Lucumi, bravissimo ad anticipare l’attaccante al momento del tiro sventando una chiarissima occasione da rete.

È il momento migliore per gli uomini di Sarri, che prendono in mano il pallino del gioco con un palleggio prolungato che mette in evidente affanno la struttura difensiva della Juventus. Tuttavia, il bello del calcio risiede proprio nella sua imprevedibilità: al 27′, nel momento di massima sofferenza, la Juventus sviluppa una splendida trama offensiva con Celik che serve in sovrapposizione Conceicao. L’esterno portoghese, fin lì il peggiore in campo, si riscatta alla grande coordinandosi perfettamente e trafiggendo Carnesecchi con un gol di pregevole fattura che vale l’1-0.

La reazione dell’Atalanta è immediata e al 30′ infiammano le proteste degli ospiti: Rowe cade in area di rigore dopo un contatto con Kalulu. La Dea invoca a gran voce la massima punizione, ma Zufferli – ben posizionato – fa segno di aver visto tutto e lascia proseguire non ritenendo la trattenuta sufficiente per concedere il penalty.

Al 37′ la formazione bergamasca torna a farsi pericolosa sfruttando un pallone perso da Celik in fase di disimpegno, ma la retroguardia di Spalletti riesce a salvarsi in affanno. Sul capovolgimento di fronte al 38′ restano dubbi per la mancata ammonizione ai danni di Ederson, autore di una trattenuta vistosa per arrestare una potenziale ripartenza lanciata da Kolo Muani.

La pressione orobica aumenta ancora al 39′, ma è nuovamente Lucumi a salire in cattedra: la seconda diagonale difensiva perfetta del colombiano su Krstovic sigilla un primo tempo da assoluto protagonista per l’ex Bologna. Negli ultimi minuti gli animi si scaldano a centrocampo e al 42′ finisce sul taccuino degli ammoniti anche Kessie, costretto ad abbattere Nico Gonzalez che si stava proiettando oltre la linea mediana.

Dopo 1′ di recupero, il direttore di gara decreta la fine dei primi 45′ mandando le squadre negli spogliatoi. La Juventus va al riposo in vantaggio per 1-0 al termine di una prima frazione equilibrata, decisa al momento dalla giocata del singolo.

La ripresa si apre con Sarr al posto di Alajbegovic e con la Juventus subito aggressiva: al 47′ Nico Gonzalez svetta di testa ma la palla finisce a lato sul palo lontano. Due minuti più tardi, al 49′, risposta immediata dell’Atalanta con una ripartenza veloce condotta da Rowe, la cui conclusione trova la pronta respinta di Vicario. Al 53′ arriva un’ottima uscita dal basso della formazione di Spalletti che dà il via a una ripartenza pericolosa, ma Bellanova legge benissimo lo sviluppo dell’azione e chiude con una diagonale difensiva risolutiva su Conceicao. La pressione alta degli ospiti non spaventa i padroni di casa, che al 54′ mettono in mostra un’altra ottima trama collettiva, ma sull’out di destra Conceicao spreca una ghiottissima opportunità.

La spinta dei bianconeri è costante e al 58′ McKennie va a un passo dal raddoppio: eccellente traversone dalla sinistra di Nico Gonzalez per l’inserimento del centrocampista americano, il cui colpo di testa a botta sicura centra in pieno Carnesecchi. L’Atalanta dimostra comunque di essere pienamente in partita e al 62′ sfiora clamorosamente il pareggio: punizione velenosa con Kristensen che di testa la mette sul palo lontano, ma Kolo Muani compie un miracolo difensivo salvando sulla linea di porta a Vicario oramai battuto. Dalla panchina orobica Sarri prova a scuotere i suoi richiamando Samardzic per inserire Raspadori.

Al 70′ va in scena una ripartenza superlativa della Juventus, con un Nico Gonzalez straripante che ubriaca Kristensen sul dribbling; tuttavia, al momento di concludere a tu per tu con Carnesecchi, all’attaccante scivola il piede d’appoggio e l’opportunità sfuma. Al 71′ scatta un’ampia girandola di sostituzioni: tra i bianconeri Zhegrova e Koopmeiners rilevano Conceicao e Nico Gonzalez, mentre nelle fila nerazzurre Scamacca e Gaetano subentrano a Krstovic e Kessie. I nuovi innesti danno subito freschezza e al 75′ Zhegrova si accentra bene servendo Sarr, il cui piatto destro dal limite chiama Carnesecchi ad una grandissima deviazione in corner sul palo lontano. È il preludio al gol: al 76′ la formazione di casa capitalizza il proprio momento d’oro e trova il 2-0 sugli sviluppi di un calcio d’angolo grazie ad un colpo di testa perentorio di Bremer, bravo ad anticipare Scalvini.

All’83’ Sarri si gioca la carta Elmas per Rowe, ma la Juventus gestisce la gara con immensa tranquillità, addormentando il ritmo attraverso un giro palla fluido ed efficace che manda fuori giri il pressing bergamasco. All’85’ c’è spazio per la meritata standing ovation del pubblico per McKennie, sostituito da Woltemade. L’intesa tra i subentrati regala spettacolo anche al minuto 88, quando prende vita un’azione da vedere e rivedere: Sarr innesca Kolo Muani, che triangola a velocità spaziale con Woltemade prima di calciare a botta sicura; Carnesecchi compie però l’ennesimo miracolo negando una rete meravigliosa e deviando in angolo. All’89’ Spalletti concede l’ultimo cambio della sfida inserendo Kelly al posto di uno stremato Kolo Muani.

Il match è ormai in ghiaccio e gli ultimi minuti scivolano via tra la pura accademia delle due squadre. Dopo tre minuti di recupero, l’arbitro Zufferli fischia la fine dell’incontro decretando tre punti ampiamente meritati per i padroni di casa. Dopo sei pareggi e due sconfitte la Juventus torna finalmente al successo tra le mura amiche contro l’Atalanta e sale a quota dieci punti in classifica: dopo la bella prestazione in Europa League, arriva così anche in campionato la risposta decisa che Spalletti chiedeva ai suoi dopo la debacle di Reggio Emilia.

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Pubblicato da Luca Gramellini

Laureato in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Bologna da sempre affascinato dal giornalismo sportivo. Scrivere è sempre stata una passione. Essere apprezzati dipende da noi stessi, ma resta un privilegio. Non smettete mai di cullare i vostri sogni. Credeteci sempre e lottate per raggiungerli. Credete in voi stessi. I sogni si avverano.

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