Pubblicità

Juventus-Genoa 2-0: Di Gregorio salva tutto, bianconeri di nuovo in corsa Champions

IN UN ALLIANZ STADIUM TUTTO ESAURITO I BIANCONERI LIQUIDANO LA PRATICA GENOA IN 20′ CON LE RETI DI BREMER E McKENNIE POI IL SECONDO TEMPO E’ DI GRANDE SOFFERENZA E DI GREGORIO TORNA PROTAGONISTA NEUTRALIZZANDO UN RIGORE AL 75′

Dopo la pausa per le Nazionali si torna a pensare al campionato e i bianconeri non possono più concedersi distrazioni se vogliono continuare a cullare sogni di Champions League. Con la sconfitta della Roma per mano dell’Inter e il pareggio del Como in casa dell’Udinese, gli uomini di Spalletti hanno una clamorosa opportunità di riavvicinarsi in vista della delicatissima trasferta di sabato prossimo in casa della rilanciata Atalanta, ma soprattutto per mettersi alle spalle il brutto passo falso contro il Sassuolo.

L’avversario di turno è il Genoa di Daniele De Rossi, allievo di Spalletti ai tempi della Roma, e per nulla disposto a farsi da parte. La classifica è solo apparentemente tranquilla e richiede ancora punti per centrare la salvezza. Gli ultimi 10 precedenti a Torino tra le due formazioni vedono la Juventus in netto vantaggio, con 8 vittorie e 2 pareggi (stagioni 2023/2024 e 2018/2019).

Per l’occasione Spalletti conferma in blocco quella che è a tutti gli effetti la sua formazione titolare, con l’unica eccezione dell’inserimento al centro dell’attacco di David, che ritrova una maglia da titolare dopo oltre un mese e mezzo. Nelle fila genoane, De Rossi affida a Vitinha e Colombo le sorti dell’attacco rossoblù, con Frendrup a centrocampo, osservato speciale dagli scout bianconeri.

Parte subito forte la Juventus, decisa a imprimere la propria impronta sulla sfida, e al 4’ passa in vantaggio: colpo di testa di Bremer da posizione ravvicinata, deviato da Vasquez alle spalle di Bijlow. Il gol galvanizza ulteriormente i bianconeri, che due minuti dopo ci riprovano sull’asse Cambiaso–Yildiz, con la conclusione del turco bloccata a terra dall’estremo difensore rossoblù.

All’8’ è ancora Juventus, con una conclusione dai 30 metri di Thuram che termina a lato alla destra di Bijlow. Il Genoa fatica a organizzare trame di gioco degne di nota e al 13’ è sempre la formazione di casa a fare la partita. I bianconeri costruiscono a tre dietro, con Kalulu più dedito alla copertura e Cambiaso più coinvolto nella manovra.

Al 15’ arriva il primo cartellino giallo, all’indirizzo del capitano Locatelli, costretto a coprire il buco lasciato dallo sganciamento di Cambiaso e a fermare la percussione di Messias. Sulla punizione seguente è lo stesso Locatelli a deviare in angolo il tentativo di Malinovskyi.

Al 17’, sulla pressione alta dei rossoblù, Cambiaso apre splendidamente per McKennie, che dialoga con Conceicao e chiude l’azione depositando di piatto destro alle spalle di Bijlow: è il gol del 2-0.

La Juventus insiste e, memore di precedenti cali, prova a chiudere la partita: una bella ripartenza del furetto portoghese porta Thuram alla conclusione, ma il tiro si infrange sul muro difensivo ospite. I bianconeri giocano con ritmo, tocchi rapidi e ricerca costante delle fasce e della verticalità, mentre il Genoa si affida a sortite estemporanee, senza però costruire vere occasioni.

Spalletti si arrabbia al 24’ per un calo di tensione dei suoi e al 26’ arriva un cartellino giallo pesantissimo per McKennie, diffidato: salterà la sfida di sabato alla New Balance Arena contro l’Atalanta.

Al 39’, dopo una lunga fase di controllo, la Juventus torna a spingere sull’asse Kalulu–Conceicao, ma il Genoa regge e respinge l’assalto.

Al 43’ altra grande iniziativa di Conceicao, che pesca sul lato opposto Yildiz: la rifinitura per McKennie è solo da spingere in porta, ma il texano fallisce clamorosamente da pochi passi. Un minuto dopo è ancora il portoghese, tra i migliori, a creare scompiglio dopo una splendida sventagliata di Thuram, sfiorando il palo con un diagonale.

È l’ultimo atto del primo tempo: Massa, dopo un minuto di recupero, manda le squadre negli spogliatoi.

La ripresa comincia con una sorpresa: Di Gregorio torna tra i pali della Juventus, rilevando Perin, fermato da un problema al polpaccio accusato nel primo tempo. Dopo appena 2’, McKennie, servito perfettamente da Thuram, fallisce un’altra clamorosa palla gol, deviando a lato da pochi passi.

Al 48’ ci prova David da fuori area, ma il canadese non è fortunato: la sua conclusione si stampa sul palo e torna in campo. In due minuti i bianconeri sfiorano il tris, ma il Genoa è ancora vivo.

Conceicao continua a imperversare e, sul lato opposto, Yildiz replica, ma al 50’ il 3-0 non arriva. Un minuto dopo il primo giallo per il Genoa, con Frendrup punito per un fallo su Locatelli. Sulla punizione, De Rossi richiama Messias e inserisce Baldanzi.

È proprio il neoentrato a firmare il primo vero tiro in porta degli ospiti, ma Di Gregorio è attento e blocca. L’ex Roma porta però energia pura: il Genoa cresce e al 54’, con Martin, torna al tiro. Sono segnali chiari: per Spalletti c’è qualcosa da sistemare, perché l’intensità dei suoi è calata.

Adesso il Genoa ci crede e la Juventus, per la prima volta nel match, appare in difficoltà. Problemi anche per Vlahovic, che durante il riscaldamento avverte un fastidio ed è costretto a rientrare negli spogliatoi con il ghiaccio. Intanto prosegue il duello tra Bremer e Colombo, con il brasiliano autore di una prestazione dominante.

Al 66’ De Rossi inserisce Masini ed Ekuban per Malinovskyi e Colombo. Spalletti risponde con Milik al posto di David.

Il Genoa insiste soprattutto a sinistra, dove Martin crea più di un grattacapo, ma Bremer è un muro invalicabile. Al 70’ Baldanzi sfiora il 2-1 con una conclusione dal limite che esce di un soffio.

La Juventus soffre e al 72’ arriva l’episodio chiave: prima Masini va vicino al gol (con deviazione di Ekuban), poi Bremer interviene su Ostigard. Inizialmente è punizione dal limite, ma il VAR corregge in calcio di rigore. Dal dischetto va Martin, che si fa ipnotizzare da Di Gregorio, bravissimo anche sulla ribattuta: è la parata che salva la partita. L’ex Monza non poteva immaginare un rientro migliore.

Baldanzi è l’uomo in più e al 78’ costringe Thuram al fallo dal limite, con conseguente giallo. Sulla punizione va Vitinha, ma la barriera respinge. La Juventus è in affanno, incapace di costruire gioco, e all’81’ è ancora Masini di testa a impegnare Di Gregorio.

Un sussulto bianconero arriva all’82’, quando Milik prova a sorprendere Bijlow da metà campo, costringendolo alla deviazione in angolo. A quel punto Spalletti inserisce Holm e Miretti per Cambiaso e Conceicao, mentre De Rossi manda in campo Ekhator per Frendrup.

All’87’ è ancora Milik a prendersi la scena: avvia l’azione e conquista un corner. Sugli sviluppi è Holm a colpire, ma il pallone termina sopra la traversa.

Al 90’ Spalletti richiama uno stremato Yildiz e inserisce Boga, premiato prima del match come miglior giocatore di marzo. Proprio Boga, al 93’, firma una splendida iniziativa personale, saltando più avversari e conquistando un angolo.

Dopo cinque minuti di recupero, Massa fischia la fine.

I bianconeri capitalizzano i passi falsi di Roma e Como e tornano a credere nella Champions League, ma sabato li attende l’Atalanta e mancherà uno squalificato pesante: McKennie.

5,0 / 5
Grazie per aver votato!
PubblicitàPubblicità

Pubblicato da Luca Gramellini

Laureato in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Bologna da sempre affascinato dal giornalismo sportivo. Scrivere è sempre stata una passione. Essere apprezzati dipende da noi stessi, ma resta un privilegio. Non smettete mai di cullare i vostri sogni. Credeteci sempre e lottate per raggiungerli. Credete in voi stessi. I sogni si avverano.

error: Content is protected !!
Verificato da MonsterInsights