la juventus saluta il proprio pubblico con UNA PRESTAZIONE AGGHIACCIANTE E CON UNA SCONFITTA PER 2-0 CHE SANCISCE LA FINE DEI SOGNI CHAMPIONS. NDOUR E MANDRAGORA SPINGONO UN’OTTIMA FIORENTINA A UN SUCCESSO IRREALE
Dopo una settimana di polemiche per la gestione degli orari della 37ª giornata di campionato, si scende finalmente in campo. Per i bianconeri, l’ultimo atto davanti al proprio pubblico è di quelli da prendere con le molle: di fronte c’è una rivale storica come la Fiorentina che, per bocca di Rolando Mandragora, giocherà alla morte, spinta dalle alte motivazioni che questa sfida da sempre evoca.
I precedenti all’Allianz Stadium raccontano di 8 vittorie dei bianconeri, 1 dei viola e 1 pareggio negli ultimi 10 incontri, proprio nella passata stagione, quando finì 2-2 dopo l’ennesimo regalo della difesa juventina. Per l’occasione, Spalletti conferma lo stesso undici che ha battuto il Lecce a domicilio. Nella Fiorentina, invece, mister Vanoli deve rinunciare ancora una volta all’ex Kean; Rugani – a cui mancano due partite da almeno 45′ per far scattare il riscatto obbligatorio – finisce in panchina, lasciando a Fagioli il ruolo di unico ex in campo dal 1′.
La partita – diretta dall’arbitro Massa – inizia con qualche minuto di ritardo per garantire la contemporaneità di tutte e cinque le sfide coinvolte nella corsa Champions. La Juventus sfoggia per l’occasione la nuova maglia pensata dall’Adidas per la stagione 2026/2027, ma la partenza è di marca viola, con la formazione di Vanoli che gioca decisamente con la testa più sgombra.
Gli uomini di Spalletti sembrano frenati dalla pressione e si muovono col freno a mano tirato. Cambiaso va subito in difficoltà sul suo lato contro un Dodo molto più in palla e dentro al match. Al 13′ la Fiorentina, padrona del campo sino a quel momento, ci prova con Gosens, ma la difesa bianconera fa muro e sbroglia. La Juventus tenta un cenno di risveglio al 14′ con Conceicao, il cui sinistro viene ribattuto da Pongracic, e poi con Locatelli che dal limite trova De Gea attento sul proprio palo.
Al 16′ ci riprova la Viola sfruttando le incertezze dei padroni di casa, ma la conclusione di Piccoli finisce a lato. Sulla ripartenza dal fondo, la Juve esce bene sulla corsia di sinistra grazie a Koopmeiners e Cambiaso: l’olandese centra per Vlahovic, che però manca di tacco il tocco decisivo. Al 20′ arriva un errore in alleggerimento di Ndour; sul pallone si avventa l’attaccante serbo, ma trova un grande intervento di De Gea a salvare il risultato.
Al 22′ scatta il primo cartellino giallo dell’incontro all’indirizzo di Pongracic, reo di una scorrettezza ai danni di Yildiz. La Juventus prova a crescere e al 24′ capita una ghiotta opportunità a Conceicao che, da dentro l’area di rigore, si fa respingere un tiro a botta sicura, confermando la sua scarsa attitudine a portare gol in dote alla causa bianconera.
Al 29′ l’incontro perde uno dei suoi protagonisti: Parisi, nel tentativo di difendere la palla dall’attacco di Kelly, cade a terra ed è costretto a lasciare il campo in barella per un probabile grave infortunio al ginocchio destro. Al suo posto Vanoli manda in campo Harrison, arrivato a Firenze nel mercato invernale per volere e intuizione di Fabio Paratici.
Al 34′ arriva la classica doccia gelata. Harrison avvia l’azione aprendo per Solomon, che a sua volta trova Ndour su cui Koopmeiners è in ritardo: il classe 2004 trafigge Di Gregorio sul suo palo, complice un inspiegabile vuoto lasciato da Cambiaso nella sua zona di competenza. La Juventus prova a rispondere al 41′ con Yildiz, ma trova sulla sua strada un ottimo e attentissimo De Gea. Al 44′ piove sul bagnato in casa Juve: arriva l’ammonizione per Bremer che, essendo diffidato, salterà il derby contro il Torino all’ultima giornata.
Al 45′ è ancora Fiorentina con Harrison, il cui sinistro dal limite impegna Di Gregorio in calcio d’angolo. È l’ultimo atto di un primo tempo veramente imbarazzante degli uomini di Spalletti. Fiorentina meritatamente in vantaggio.
La ripresa comincia con Boga dentro al posto di Koopmeiners e Kalulu che cerca, senza fortuna, la testa di Vlahovic. Al 46′ lo stesso Boga, in azione di ripartenza, ci prova trovando la deviazione di un difensore in calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner, Yildiz pennella per Kelly che però colpisce male il pallone, mandandolo sopra la traversa.
Con il Milan passato in vantaggio a Genova, la Champions è ormai solo un miraggio. Al 58′ Yildiz apparecchia una bella palla per Conceicao che, ancora una volta, si fa respingere la conclusione da De Gea, palesando quello che è e resta il suo grande limite. Al 61′ i bianconeri ci riprovano con McKennie, ma la rete viene annullata per un fallo del texano prima dell’impatto col pallone.
A questo punto Vanoli manda in campo forze fresche inserendo Mandragora, Comuzzo e Gudmundsson al posto di Brescianini, Ranieri e Fagioli. Al 66′ altra occasione per i bianconeri con Bremer, che incorna perfettamente un cross dalla sinistra: De Gea, ben posizionato, blocca la sfera. Al 68′ Spalletti richiama Conceicao e Cambiaso per inserire Zhegrova e Thuram, con il portoghese vistosamente contrariato al momento dell’uscita dal campo.
Al 69′ è proprio Zhegrova a tentare la conclusione; il tiro, deviato, finisce sui piedi di Vlahovic che insacca da due passi. Dopo tre minuti di agonia e revisione al VAR, il gol viene annullato per la posizione di fuorigioco dell’attaccante serbo. Al 74′ l’ultimo cambio di Vanoli è Balbo Vieira per Gosens. Ormai è una lotta di nervi, con una Juventus sbilanciata e senza idee e una Fiorentina pronta a colpire in contropiede, come al 75′ quando Piccoli, servito da Gudmundsson, calcia fuori dallo specchio.
La formazione ospite gioca con maggior personalità, forte della testa sgombra, nonostante fatichi a presentarsi con regolarità dalle parti di Di Gregorio. All’80’ Spalletti si gioca l’ultimo cambio inserendo Gatti al posto di Kelly, nel tentativo di replicare l’impatto decisivo che la mossa ebbe all’Olimpico contro la Roma.
Purtroppo per i bianconeri, l’effetto è diametralmente opposto: proprio su un rinvio di testa di Gatti, Mandragora controlla e sfodera un sinistro dal limite semplicemente spettacolare che si insacca all’incrocio dei pali. È la pietra tombale. La Juventus scivola così in sesta posizione: fuori dalla Champions e addirittura sprofondata in Conference League, in virtù del vantaggio del Como negli scontri diretti.
La Fiorentina all’87’ siglerebbe anche il terzo gol con Piccoli in diagonale, ma la partenza in fuorigioco ne strozza l’urlo in gola. Yildiz ci prova all’88’ con un destro dal limite, ma De Gea non si fa sorprendere. La Juventus è l’emblema di una squadra in preda alla disperazione, senza capo né coda e con un futuro tutto da riscrivere, privo (salvo miracoli) dei vitali introiti Champions.
Al 90′ Spalletti toglie Yildiz per concedere gli ultimi spiccioli di gara a Miretti, ma nonostante l’enormità del recupero (7 minuti), pensare a una rimonta è pura utopia. Gli uomini di Spalletti salutano il proprio pubblico nel peggior modo possibile, lasciando il campo tra sonori e giustificati fischi, dopo aver mandato in scena uno scempio che nessuno avrebbe potuto immaginare.
Nelle ultime due partite contro Verona e Fiorentina i bianconeri collezionano appena un punto e due figuracce veramente epocali.