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Tutta un’altra storia

Nel momento in cui scrivo sono passate poco più di 12 ore dall’inizio della prima giornata sul campo di Andrea Pirlo da nuovo allenatore della Juventus e l’entusiasmo, non parlo sui social e tra i tifosi, quello lo farò dopo, tra i giocatori e lo staff è qualcosa che era sopito e dimenticato nel corso dell’ultima (quasi) infausta stagione.

C’era bisogno di un clima nuovo, di ritrovare entusiasmo, lo disse il Presidente Andrea Agnelli subito dopo l’eliminazione dalla Champions ad opera del Lione, e quando Agnelli parla e seleziona le parole, nulla è detto a caso.

Si potrebbe dire, ma non si vuol peccare di presunzione, che la decodifica delle parole del Presidente, è diventata un gioco da ragazzi. Quel gioco da ragazzi che quest’anno in società si ha l’ambizione di riprodurre sul prato verde dell’Allianz Stadium e non solo. Undici ragazzi (sì perché l’obiettivo è quello di un deciso abbassamento dell’età media del gruppo) vogliosi di far correre il pallone secondo geometrie provate che prevedono l’occupazione degli spazi di chi, in quel momento, del pallone ne è sprovvisto.

Quel movimento senza palla praticamente inesistente nell’ultima stagione e in parte anche nell’ultima di Massimiliano Allegri. Correre logora, soprattutto quando la pancia è piena e la fame di vittorie viene un po’ meno. Un po’ come il potere, che però logora chi non ce l’ha e non ce l’ha da troppo tempo.

Dicevo dell’entusiasmo. Indescrivibile quello dei tifosi che di Pirlo hanno conservato uno splendido ricordo. Che di Pirlo ne hanno apprezzato l’immagine, la classe e l’eleganza. Un’eleganza che si sposa perfettamente con lo stile Juve. Uno stile che ha un suo vestito, non inteso nel mero senso del termine, ma in un un senso figurato, eppur tangibile.

Il Maestro, così era per tutti da giocatore, così ci auspichiamo possa essere da allenatore, affascina solo vederlo camminare accanto a Paratici e Nedved. La mancanza, in quel frangente, del Presidente è un’ulteriore attestato di fiducia. Come a dire: “Adesso posso mancare che sono tranquillo, la Juventus è in buone mani”.

Sono dettagli, ma fanno la differenza. E al tifoso, quello più attento, non sfuggono certamente.

Per coach Pirlo ci sarà tanto lavoro da fare, diversi giocatori nuovi da amalgamare: Arthur e Kulusevski già arrivati più altri che presto o un po’ più tardi si aggregheranno alla truppa. Si avvicina Aouar (sarebbe quella mezz’ala di grandissima qualità che oggi manca), ma arriverà anche un centravanti vero. Benzema è l’obiettivo numero uno, Dzeko, già bloccato e col quale pare esserci un accordo di massima, è l’alternativa comunque di lusso nonostante sia un classe 1986.

Sarà una stagione avvincente e ci auspichiamo vincente. Intatto però concedetemelo, l’immagine di Pirlo, mani in tasca accanto al Re Cristiano Ronaldo, è già un’icona della stagione che verrà. E se tanto mi dà tanto, con due così, non si può non sognare in grande.

Non me ne voglia l’allenatore uscente Maurizio Sarri, non ce l’ho mai avuta con lui, né lo ritengo responsabile unico della opaca stagione appena conclusa. Non lo avrei mai scelto per guidare la Juventus, perché come ho scritto nel mio ultimo pezzo era l’uomo sbagliato nel posto sbagliato. Oggi però, guardando l’account Twitter ufficiale della Juventus, osservando lo staff e i giocatori sul campo e il popolo bianconero sul web, credo di poter dire che la prima grande vittoria di Andrea Agnelli sia il ritrovato e grandissimo entusiasmo.

Insomma, già al primo giorno della stagione 2020/2021, è tutta un’altra storia.

Pubblicato da Luca Gramellini

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