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In “Bonna” al lupo

Era l’estate del 2015 quando la Pallacanestro Forlì 2.015 si presentò alla piazza biancorossa. Ricordo ancora, quella sera sul palco dell’ex cinema Apollo, in pieno centro storico a Forlì, quando inviato per Forlibasket presenziai alla serata. Tutti i giocatori che avrebbero dovuto riportare Forlì in Serie A espressero la propria impressione sulla scelta fatta e sull’emozionante avventura che li avrebbe visti coinvolti.

Per chi segue la pallacanestro nostrana non è difficile riconoscere la passione che la piazza forlivese riversa sulla palla a spicchi e dei giocatori che quella serata si presentarono sul palco era rimasto il solo Davide Bonacini, capitano dell’ultima Unieuro.

E’ notizia freschissima quella del suo probabile passaggio alla Poderosa Extralight Montegranaro. Si chiude così, dopo 4 stagioni intense, e anche ricche di soddisfazioni, l’avventura forlivese del “Bonna” da Reggio Emilia.

Davide Bonacini lascia Forlì dopo 4 stagioni – foto seriea2italia.it

Strappato da Gigi Garelli al settore ristorazione, dove aveva ripiegato in terra londinese dopo aver lasciato la pallacanestro, Bonacini giunse a Forlì carico di voglia, entusiasmo ma anche di insicurezze dovute all’anno di inattività. Dopo appena una stagione i miglioramenti furono evidenti tanto da essere considerato a pieno merito, a detta della “feroce” critica cittadina, tra i migliori difensori del campionato. Uno dei pochi, per esplosività di gambe, ad essere considerato in grado di poter difendere sulle guardie americane, notoriamente più atletiche di quelle italiane.

Davide lascia a malincuore la città che lo ha rilanciato nel basket professionistico pagando una stagione, quella appena conclusa, mediamente deludente. Bonacini però, è giusto sottolinearlo, nella fattispecie paga colpe non sue, o almeno non tutte sue. Nell’ultimo campionato infatti, la Pallacanestro Forlì, dopo aver costruito un roster decisamente competitivo ad alti livelli, lo ha investito di responsabilità probabilmente eccessive per quelle che sono le sue caratteristiche e qualità. Parliamo infatti di una guardia, adattata al ruolo di playmaker, che ha dovuto sostenere minuti eccessivi in quel ruolo, finendo, anche a causa di una squadra via-via sempre più sfilacciata nell’affiatamento, per pagare oltre i propri limiti e responsabilità.

E’ evidente che in un processo di crescita ed innalzamento della tanto acclamata asticella, le possibilità per Bonacini di giocare minuti importanti si sarebbero ridotte. E’ altrettanto evidente che l’innalzamento del livello di una squadra deve inevitabilmente passare dall’affiatamento del gruppo. In tal senso l’ormai ex capitano era senza ombra di dubbio quanto di meglio Forlì potesse pretendere.

Giocatore e ragazzo umile, sempre pronto al sacrificio e a farsi in quattro per i compagni. Capitano con la C maiuscola per l’esempio mostrato all’interno dello spogliatoio anche nel corso dell’ultima travagliata stagione. Da questo punto di vista Forlì perde senza dubbio un ottimo punto di riferimento ed un ragazzo che per la causa biancorossa ha sempre (e lo sottolineo a caratteri cubitali) gettato il cuore oltre l’ostacolo, con i suoi limiti ma sempre onorando la canotta di Forlì.

Quella che si chiude per Bonacini può comunque considerarsi una bella favola perché passare dal servizio ai tavoli di un ristorante londinese all’Unieuro Arena ridondante in un campionato di Serie A2 può definirsi senza dubbio una bella favola ed un bel sogno che si realizzano.

Per tutto quanto espresso in campo e fuori, per aver sempre tenuto alti i colori biancorossi a Davide Bonacini mi sento in dovere di fare il mio più grosso in bocca al lupo per la sua nuova avventura.

In “Bonna” al lupo Davide .

Pubblicato da Luca Gramellini

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