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Siamo tutti Paratici, anzi no, siamo tutti meglio

Sono in ferie, meritate mi auto-aggiungo come le merita ognuno di voi, perché siamo ad agosto e spesso ci si arriva col serbatoio mentale in riserva. E le ferie servono per ricaricare le batterie e fare il pieno di energie. Così quest’oggi, dopo due ore di cammino tra i boschi e le salite della Val di Fassa, disteso su un prato con gli occhi persi ad ammirare le montagne e il cielo blu, le mie funzioni mentali si sono riattivate. O almeno lasciatemelo credere.

Le montagne della Val di Fassa

Il mercato in entrata in Inghilterra si è chiuso giovedì alle 18:00 e la Juventus con Fabio Paratici in primis non è riuscita a piazzare nessuno dei giocatori in esubero e/o in trattativa con una squadra inglese. Per contro l’Inter con Beppe Marotta ha chiuso un importante operazione di mercato “regalando” a Conte quel Romelu Lukaku a lungo inseguito e a lungo sotto i radar bianconeri.

Lukaku nuovo bomber dell’Inter – foto 90min.com

Chi ha fatto l’affare? La Juventus era veramente interessata a Lukaku? Marotta è stato più abile di Paratici nel chiudere la trattativa? Ma soprattutto abbiamo la lucidità e l’obiettività per dare una risposta ad ognuna di queste domande?

Provo a sintetizzarvelo io, soprattutto dopo aver letto qualche decina di commenti ad un mio tweet che non era per nulla provocatorio ma assolutamente serio.

Questo tweet ha scatenato numerosi talenti del mercato come fossero tutti più bravo di Paratici

Siamo tutti troppo tifosi per avere l’obiettività di dare risposte attendibili.

Veduta interista

Sul fronte nerazzurro c’è chi ritiene Marotta un maestro e Paratici un allievo ancora in erba. Chi giudica Paratici in maniera altamente negativa per non aver saputo gestire la situazione. Chi parla di Marotta come un grande dirigente e chi di Paratici come colui che si è incartato e non ci ha capito nulla. E chiaramente Romelu Lukaku da “paracarro” (nei giorni del presunto passaggio alla Juventus) s’è trasformato immediatamente in idolo al suo arrivo a Malpensa.

Veduta juventina

Poi c’è il fronte bianconero che si divide tra coloro che sono sempre grati a Madama per questi indimenticabili anni di successi e quello incontentabile che è sempre più propenso a trovare il pelo nell’uovo che non ad esaltare i lati positivi di un mercato sicuramente importante.

Un giorno eravamo tutti Allegri, capaci di fare meglio del mister di Livorno. Secondo il Marco Mengoni pensiero dovremmo essere tutti Muhammad Ali, in realtà la sensazione, leggendo i tuttologi del calcio, siamo tutti Fabio Paratici, anzi no siamo meglio, perché a leggere in qua e in là sul web sembra che lo stesso abbia fatto più danni della grandine.

Per i tuttologi è poi giusto ricordare che Fabio Paratici è al suo primo mercato in prima linea. Che sino a ieri era lo scopritore di talenti (Pogba e Coman per citarne un paio) mentre Marotta, re della diplomazia, è sempre stato colui che portava avanti le trattative. Va altresì ricordato, ad esempio nel caso Khedira, che il “faraonico” rinnovo del tedesco, rimasto attualmente in rosa, è un’eredità dello stesso Beppe Marotta.

Io credo che il campo in primis sarà giudice unico e inappellabile per stabilire chi avrà operato meglio sul mercato. Poi ci sono i conti e quelli, volenti o nolenti, dovranno tornare, ma a giudicare dagli arrivi, Ramsey, Buffon, Rabiot, L. Pellegrini, Demiral, de Ligt e Danilo non mi sentirei di giudicare negativamente, almeno ora, l’operato di Fabio Paratici. Diffidate poi da chi vi racconta che a comprare sono bravi tutti, perché altrimenti tutti comprerebbero Mbappè o de Ligt. In realtà bisogna saper comprare ma soprattutto saper vendere bene ma credo che Paratici, comunque andrà, abbia qualità, in tal senso, superiori a quasi tutti noi DS da tastiera.

Intanto torno a guardare il cielo, blu come gli occhi di Pavel Nedved, l’uomo che ci mise in guardia con quel suo “Chi vivrà vedrà!” ed io, curioso come una scimmia, attendo di vedere cosa sancirà quel giudice unico e inappellabile: il campo.

Pubblicato da Luca Gramellini

Scrivere è sempre stata una passione. Essere apprezzati dipende da noi stessi ma resta un privilegio. Non smettete mai di cullare i vostri sogni. Credeteci sempre e lottate per raggiungerli. Credete in voi stessi. I sogni si avverano.