Com’era..

Seduto comodamente sul divano con le gambe rigorosamente distese e la tempia sinistra appoggiata sul palmo della mano, le palpebre pesanti e la voglia di schiacciare quel sano pisolino di soli 10 minuti, ma 10 minuti che valgono oro, lo stereo acceso e, come spesso accade di questi tempi sulle note di “As it was” di uno straordinario Harry Styles, mi rilasso col pensiero della mia Juventus in testa. Sì, perché in questi giorni frenetici senza calcio giocato (Nazionale esclusa) nei quali si prepara la nuova stagione la voglia di Juve raddoppia. Mi riprendo, saranno passati si e no 12-13 minuti nei quali il trasporto emotivo è arrivato laddove in questi anni, nei quali ho deciso di aprire il blog prima ed il canale YouTube poi, non era più arrivato essendomi quasi sempre imbattuto in diatribe a difesa dei colori bianconeri. Nel mio percorso, bello anzi bellissimo, nel quale ho conosciuto tantissime persone molte delle quali mi hanno insegnato qualcosa ho capito che davvero non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ho capito in questi anni di pandemia, nei quali i social sono spesso stati uno dei pochi mezzi di contatto e condivisione, che la situazione del tifoso bianconero è precipitata. Tra chi si augura una sconfitta per veder cacciato Allegri, chi il mancato ingresso della Juventus in Champions League, chi la cacciata di Andrea Agnelli e Pavel Nedved, chi contesta l’ormai imminente arrivo di Paul Pogba, chi le dichiarazioni di de Ligt, che improvvisamente per molti è diventato un giocatore poco più che normale reo di aver commesso un’infinità di errori nel corso dell’ultima stagione, dimenticando però l’ottima annata disputata nel suo complesso, ne ho lette e sentite di tutti i colori. Quello che purtroppo parte della tifoseria non ha compreso è che molte delle situazioni che vedono tirata in ballo la Juventus sono messe fuori ad arte dai media (le parole di de Ligt sono solo l’ultimo esempio) e dando seguito alle stesse non si fa altro che fare il loro gioco destabilizzante. E meno male che nel delirio programmatico degli ultimi tre anni, dove di errori ne sono stati certamente commessi, la Juventus è riuscita sempre a portare a casa o lo scudetto o quantomeno Coppa Italia e Supercoppa italiana ad eccezione di quest’ultima stagione, la prima, dopo una decade, senza un solo trofeo. A poco sono serviti 9 anni di trionfi italici e l’aver raggiunto due volte la finale di Champions League per far sentire orgogliosa la tifoseria. “Chi non fa non sbaglia” diceva Confucio e chi sbaglia è legittimamente criticabile. Criticabile appunto, non messo alla gogna o trattato come il male assoluto. Sono sempre stato un fautore del rispetto del pensiero altrui, ma non nego che il disagio di tanti messaggi ricevuti renda difficile anche questa operazione. Non vivo e non conosco le dinamiche delle altre tifoserie, ma difendere la nostra d’innanzi a quanto descritto è impresa assai ardua. Cambio stazione e dopo un po’ di girovagare ritrovo “As it was” che tradotto in italiano significa “Com’era“. Alzo il volume e ripenso alla nostra tifoseria, agli anni in cui il Milan berlusconiano dominava e noi si arrivava sistematicamente secondi. Ripenso all’anno della Serie B e alla ripartenza dopo i due settimi posti. Ripenso a com’era la nostra tifoseria. Non c’erano i social o erano agli albori, ma la sensazione è che fosse una tifoseria più unita e più rispettosa della squadra più gloriosa d’Italia. Sono un sentimentale e al termine della canzone spengo lo stereo mi rimetto comodo sul divano e penso che in fondo chi tratta così una Vecchia Signora non la meriti davvero e al tempo stesso non valga più la pena prenderli in considerazione. Nel bene e nel male, Fino alla Fine. Sempre!

Pubblicato da Luca Gramellini

Scrivere è sempre stata una passione. Essere apprezzati dipende da noi stessi ma resta un privilegio. Non smettete mai di cullare i vostri sogni. Credeteci sempre e lottate per raggiungerli. Credete in voi stessi. I sogni si avverano.

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