Juventus, è crisi profonda

BRUTTISSIMA PRESTAZIONE DEI BIANCONERI CHE PERDONO L’IMBATTIBILITÀ CASALINGA AD OPERA DI UNA BUONA UDINESE CHE PASSA GRAZIE A GIANETTI

L’ultima partita della 24^ giornata di Serie A è a chiare tinte bianconere con la Juventus di Max Allegri, 405 panchine questa sera con Madama, alla ricerca di una vittoria che manca dalla trasferta di Lecce e l’Udinese di Gabriele Cioffi alla disperata ricerca di punti salvezza. Gli ultimi 10 precedenti all’Allianz Stadium sono l’espressione di un chiaro plebiscito di Madama che ne ha vinti 9 con l’unica sconfitta maturata nell’inizio della stagione 2015/2016 poi culminata con la conquista dello scudetto.

Weah e Chiesa vincono il ballottaggio rispettivamente con Yildiz e Kostic, mentre Alex Sandro gioca al posto dello squalificato Danilo nel consueto 3-5-2 di mister Allegri. Nell’Udinese confermato Okoye tra i pali e occhio a Samardzic, oggetto del desiderio di Cristiano Giuntoli per la prossima estate.

La Juventus parte subito con l’intenzione di indirizzare il match sui binari giusto e al 7′ Locatelli-Chiesa-Cambiaso creano subito il primo pericolo dalle parti di Okoye che dopo poco secondo è chiamato alla parata a terra da un tiro di Chiesa. Al 10′ cartellino giallo per Ehizibue per un’entrata da tergo sullo stesso numero 7 bianconero.

Al 17′ la prima occasione Udinese è propiziata da un traversone di Thauvin che Rabiot, posizionato davanti a Szczesny, ribatte sventando l’insidia. La formazione di Allegri esercita uno sterile dominio territoriale, ma la fase difensiva compatta esibita dagli uomini di Cioffi regge bene l’urto.

Al 25′ la svolta: Samardzic calcia una perfetta punizione verso la porta di Szczesny, Alex Sandro la intercetta senza riuscire a rinviarla e l’argentino Gianetti, che si nome fa Lautaro, insacca la sua prima rete in Serie A da due passi. La Juventus prova a rispondere sull’ asse Chiesa-Cambiasoa il traversone forte e basso di quest’ultimo non viene raccolto da Milik a centro area.

La Juventus insiste e al 32′ Rabiot dai 30 metri impegna Okoye in una deviazione a terra. Allegri professa calma, ma i suoi in campo non sembrano recepire il diktat e l’Udinese, sempre accorta, riesce a gestire bene la situazione. Al 38′ cartellino giallo per Bremer che, diffidato, salterà la sfida contro l’Hellas Verona.

Al 42′ la più clamorosa delle palle gol fallita dalla Juventus con Milik che conosce di testa a botta sicura su un perfetto traversone di Alex Sandro, ma centra in pieno il portiere friulani che si salva in angolo. Decisamente male i bianconeri in questi primo tempo che l’arbitro Abisso dichiara concluso dopo 2′ di recupero senza occasioni di rilievo.

La ripresa parte senza cambi di uomini, ma solo di disposizione tattica per Allegri che abbassa Weah in una linea a 4 dietro con Alex Sandro a sinistra e Gatti-Bremer coppia centrale. Le idee dei padroni di casa restano però poche e ben confuse così l’Udinese gestisce senza patemi il vantaggio dei primi 45′.

Al 55′ buona incisione sulla destra di Rabiot, imbeccato da un’ottima copertura difensiva di Bremer, ma sulla palla messa nel mezzo la difesa friulana anticipa Milik. Al 59′ su corner battuto da Chiesa, Rabiot fa la sponda per Milik che insacca di testa da due passi, ma il guardalinee alza la bandierina perché la traiettoria del pallone calciato da Chiesa ha varcato la linea di fondo.

Allegri corre ai ripari inserendo Yildiz al 60′ al posto di Weah, mentre Cioffi inserisce Ferreira ed Ebosele per Ehizibue e Zemura. Nonostante i cambi la Juventus continua a non produrre alcunché di interessante con Chiesa completamente fuori fase poco incline a giocare per i compagni.

Al 74′ il cartellino giallo è per Gatti per un fallo al limite dell’area che Lucca, buona la sua prova, non capitalizza calciando alle stelle il calcio di punizione. Al 76′ fuori Chiesa e Locatelli per Iling-Junior e Nicolussi Caviglia. Al 81′ è la volta di Wallace che si becca il giallo per intervento irregolare su Nicolussi e 1′ più tardi Cambiaso centra per Yildiz che da due passi manca l’appuntamento col pallone.

Allegri al 84′ tenta la carta Cerri, esordio in A anche per lui, che prende il posto di uno sconsolato Cambiaso. Al 88′ altro cartellino giallo, questa volta per Success reo di un brutto intervento sempre su Nicolussi Caviglia. Dopo 4′ di recupero Abisso decreta la fine dell’incontro e per la Juventus è crisi piena.

Allegri festeggia come peggio non poteva le sue 405 panchine in bianconero.

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Pubblicato da Luca Gramellini

Laureato in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Bologna da sempre affascinato dal giornalismo sportivo. Scrivere è sempre stata una passione. Essere apprezzati dipende da noi stessi, ma resta un privilegio. Non smettete mai di cullare i vostri sogni. Credeteci sempre e lottate per raggiungerli. Credete in voi stessi. I sogni si avverano.

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